Piero Pelù: «Auguri alla mia seconda terra»

In 15mila a Sassari col rocker. L’isola nei ricordi da bambino e l’amicizia con Andrea Parodi: «Lui vive ancora nel mio cuore»

SASSARI . In 15 mila in piazza D’Italia a Sassari hanno cantato, ballato e festeggiato l’anno nuovo con Piero Pelù e i suoi Bandidos.

Il Capodanno sassarese di Pelù è iniziato però al mattino poco dopo le 11.30. Colbacco nero un po’ cosacco, El Diablo si era materializzato nel sole di piazza d’Italia per controllare il palco, che di sera avrebbe condiviso con il gruppo dei Mariamarì e con il dj Davide Merlini. Per qualche minuto si è concesso a giornalisti e fan dei selfie. Nell’occasione sono venuti fuori i temi che poi avrebbe ripreso in serata tra una canzone e l’altra. A partire dal suo rapporto con la Sardegna, per il rocker fiorentino «la mia seconda terra, subito dopo la Toscana. Ho imparato ad amarla fin da quando avevo otto anni. Da bambino ci venivo con la mia famiglia a trovare uno zio che abitava a Castelsardo».

Più tardi, negli anni Ottanta, sono arrivati i tanti concerti insieme ai Litfiba con in quali Pelù ha suonato in giro per tutta l’isola. Non risparmiandosi traversate memorabili e folli. «Una volta, nel febbraio del 1983 – ha ricordato – dopo essere sbarcati a Olbia, al nostro bassista di allora, Gianni Maroccolo, venne in mente di raggiungere Cagliari passando per l’Orientale Sarda. C’era la neve e impiegammo ben dodici ore», conclude ridendo.

A chi gli ha chiesto un ricordo di Andrea Parodi (grande amico di Piero Pelù, che partecipò alle sue nozze, alla fine dei Novanta, nel paesino di Osidda, nel Nuorese) ha risposto: «Certe persone continuano ad esserci anche quando non ci sono più e grazie al leader dei Tazenda ho conosciuto e apprezzato la musica sarda. È stato Andrea a presentarmi – prosegue – anche Gavino Murgia», che poi di sera lo raggiunge sul palco, con il sax, per una breve ma preziosa esibizione. Seguita da un’incursione, in realtà leggermente fastidiosa come uno spot pubblicitario per turisti alla ricerca di facili emozioni folk, di due Merdules che improvvisano una danza. Pelù non si è sottratto nemmeno a qualche domanda fastidiosa. Per esempio quella sulla querela da parte dell’amministrazione comunale di Perdasdefogu, dopo che il rocker, questa estate, aveva paragonato il paese a Chernobyl e Fukushima per la presenza del poligono militare. «Il vero scandalo – ribatte – è che esista ancora un luogo dove l’uranio impoverito e il torio vengono sparati regolarmente, con assoluta noncuranza per la salute dei cittadini e a beneficio esclusivo di alcune lobby in divisa che fanno circolare moltissimi soldi».

Piazze gremite e tanta musica per salutare il nuovo anno in tutta la Sardegna. A Castelsardo, per un anticipo dell’ultimo tour dopo 37 anni di carriera, Elio e le storie tese hanno festeggiato il 2018 davanti a migliaia di spettatori dopo il tradizionale spettacolo pirotecnico. Tutto esaurito anche ad Alghero per il “Cap d’Any 2018” che ha visto protagonisti Samuel, frontman dei Subsonica, e gli Ofenbach: per loro unica tappa italiana della tournée invernale. Olbia si è fatta trascinare nel vortice di energia di J-Ax che ha illuminato la notte di San Silvestro. A Cagliari migliaia di persone
si sono ritrovate in piazza Yenne per Malika Ayane, ma anche il Capodanno diffuso ha fatto il pienone.

Sold out anche per il Capodanno alternativo proposto da Sardegna Teatro al Massimo di Cagliari tra pièce teatrali, musica, Dj set e cucina d’autore

(grab.)

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