La Casa dei Giganti ora fa cifre da record

A Cabras tocca i 520mila euro l’introito che arriva dai biglietti

CABRAS. Investire nella cultura non conviene? Qualche anno fa un ministro dell’economia disse in un salotto televisivo che con la cultura non si mangia; affermazione che nel comune di Cabras sono riusciti a smentire anche in questo 2017: gli introiti spettanti al comune dai proventi degli ingressi al museo e ai siti archeologici ammonta infatti per l’anno appena trascorso a poco più di 520 mila euro. Questa la somma che finirà direttamente nelle casse del comune di Cabras, a cui bisognerebbe aggiungere tutti i guadagni dell’indotto nel settore turistico. La cifra è il risultato dei biglietti venduti per l’ingresso al Museo Archeologico “Giovanni Marongiu”, all’area archeologica di Tharros e alla torre spagnola di San Giovanni, inseriti in un sistema unico gestito dalla cooperativa Penisola del Sinis.



Contenuti i prezzi dei biglietti singoli che – nel caso di ticket unico per museo, scavi di Tharros e torre spagnola – raggiungono al massimo i 9 euro, senza contare tutti gli sconti per giovani, anziani, studenti, comitive e scolaresche. Circa 165 mila i visitatori, con un aumento rispetto all’anno precedente di 3 mila unità. Dopo il boom del 2016, che aveva visto raddoppiare ingressi e ricavi, la situazione migliora ancora, confermando Cabras al primo posto in Sardegna per il numero di visitatori tra museo e siti archeologici per il terzo anno di fila. «I proventi degli ingressi – dice Cristiano Carrus, sindaco di Cabras – saranno reimpiegati in progetti di qualificazione urbana e di promozione del territorio, come fatto sinora con la pubblicità negli areoporti o eventi come le Notti di Tharros».

Che il 2017 sia stata un’annata rosea per i siti culturali in generale lo dimostrano i dati del ministero dei Beni culturali: 50 milioni di visitatori in tutta Italia e 193 milioni di incasso, con un aumento in entrambi i casi del 11%. Il risultato di Cabras, che dal 2014 ospita nel museo civico alcune delle statue dei giganti di Mont’e Prama, consolida un trend positivo che va avanti da anni. E sembra allontanare definitivamente le polemiche sulla sede delle statue nuragiche, che accompagnarono la loro uscita dal centro di restauro sassarese di Li Punti. Fu molto acceso allora il dibattito su chi avrebbe dovuto ospitare i Giganti tra Cabras e il Museo archeologico nazionale di Cagliari e si optò per una scelta di compromesso che divise la collezione fra i due centri.

Gli ottimi risultati del sistema museale di Cabras sembrano cancellare tutti i dubbi sull’inadeguatezza della sistemazione nei pressi del sito di ritrovamento. Così a breve la collezione si ricomporrà e verra ospitata interamente nel museo civico, ampliato secondo il progetto “Tra il silenzio e la luce” del 2011, firmato dagli architetti Dejana, Fiamma e Lumbau. «Sono più di nove anni – spiega ancora Carrus – che lavoriamo per mettere insieme le statue. A maggio verrà consegnato il primo lotto dell’ampliamento del museo e già da allora puntiamo al trasferimento dei Giganti attualmente ospitati a Cagliari. È stato difficile, ma i buoni risultati e i finanziamenti ottenuti ci hanno permesso di raggiungere il traguardo». Attualmente l’offerta è già piuttosto vasta: il museo ospita collezioni provenienti dai vari siti archeologici, come l’isoletta di Cuccuru is Arrius nello stagno e i reperti del relitto romano del I secolo a.C. trovato nel 1989 nei pressi dell’isola di Mal di Ventre. Il tutto nella splendida cornice paesaggistica del Sinis, con gli stagni di Mar’e Pontis e Mistras e le spiagge di rinomata bellezza.
 

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