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Mesumundu Svelato il mistero dell’antico nome

Mesumundu Svelato il mistero dell’antico nome

Una parte interessante del volume è il saggio di Giovanni Strinna che spiega toponimo enigmatico S. Maria di Mesumundu su cui dall’Ottocento ad oggi si sono cercate spiegazioni varie fantasiose. Il...

Una parte interessante del volume è il saggio di Giovanni Strinna che spiega toponimo enigmatico S. Maria di Mesumundu su cui dall’Ottocento ad oggi si sono cercate spiegazioni varie fantasiose. Il canonico Spano pensava che indicasse la forma della cupola; il La Marmora invece riteneva che Mesumundu fosse legato a Meilogu: una regione che dista ugualmente da una parte e dall’altra del mare.

In realtà in Sardegna ci sono altre due chiese di origine medievale intitolate alla Madonna di Mesumundu, ad Anela e a Samugheo. Ed altre se ne trovano anche nel resto d’Italia. La spiegazione è legata al legame col Santo Sepolcro. Negli scritti dei primi cristiani e le cronache di pellegrinaggio si trova citato spesso un luogo di Gerusalemme chiamato Medius Mundus. Il sito dove avvenne la resurrezione di Cristo era ritenuto il centro geografico della terra, qui, sul colle del Calvario, Costantino fece erigere la basilica del Santo Sepolcro, che divenne il fulcro della cristianità. Nel Medioevo si riteneva che il Medius mundus coincidesse con il punto centrale dell’Anastasis, l’aula circolare del tempio.

Le chiese italiane di Mezzomondo vogliono evocare il santuario di Gerusalemme. Quella di Siligo è un caso particolare per la sua antichità. Risale al VI secolo e la sua struttura cilindrica cupolata è quella propria del mausoleo memoriale. Alcuni storici vi avevano già riconosciuto l’intento di imitare la chiesa del S. Sepolcro, che si ispirava proprio al mausoleo di età romana (l’esempio più classico è il Pantheon). La chiesa di Gerusalemme nel Medioevo fu un modello imitato in tutto l’Occidente: pensiamo al S. Stefano di Bologna e alle tante chiese intitolate devozionalmente al S. Sepolcro, al Calvario e alla Santa Croce.

Il nome di Mesumundu dà la conferma del perché i giudici chiamassero la chiesa di Mesumundu “basilica”, che sta a indicare un monumento insigne. Nel Medioevo i penitenti desiderosi di ottenere l’assoluzione dei propri peccati andavano in pellegrinaggio a Gerusalemme o in altri celebri santuari. Poiché raggiungere la Terra Santa era un’impresa rischiosa si creò si moltiplicarono i santuari fatti a imitazione del S. Sepolcro,
dove tutti i fedeli potevano lucrare le indulgenze. Ciò spiega anche perché attorno alle mura della chiesa di Siligo fossero disposte le sepolture dei notabili bizantini: i cimiteri cristiani si stringevano attorno al sepolcro di un martire per riceverne protezione e grazia.



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