Dylan Farrow: «Distruggerò Woody Allen»

La figlia adottiva del regista conferma in tv le accuse di molestie sessuali subite quando era bambina

NEW YORK. «Dico la verità su Woody Allen. Perché non dovrei volerlo distruggere?» Carica di «indignazione» e di «rabbia», Dylan Farrow si è scagliata contro il padre adottivo nella prima intervista in tv dopo aver accusato il regista di molestie sessuali quando era bambina. Dylan ha parlato alla Cbs che ieri ha mandato in onda un brano dell'intervista, il seguito atteso per oggi.

La giovane donna ha 32 anni, fu adottata da Mia Farrow quando aveva due settimane e nel 1991 da Woody quando l'attrice e il regista sia misero assieme. «Sdegnata» dopo «esser stata ignorata per anni, o non creduta e messa da parte», Dylan ha detto di sentirsi «ferita» dall'indifferenza che ha circondato per anni le accuse che lei e la madre mossero contro il celebre regista. L'intervista, filmata nella casa di Dylan a Bridgewater in Connecticut, è la prima della donna che per anni, da quando nel 2014 a Woody è stato conferito l'Oscar alla carriera, è tornata ad accusare il padre adottivo di molestie in lettere aperte e da ultimo, dopo i Golden Globes, in micromessaggi su Twitter: «Posso solo dire la mia verità e sperare che qualcuno mi creda», ha detto alla Cbs. Le accuse contro Allen sono emerse nel corso della guerra degli avvocati seguita alla separazione tra Woody e Mia e dopo che l'attrice aveva scoperto le Polaroid senza veli scattate dal regista a un'altra figlia adottiva, Soon Yi Previn, che poi è diventata sua moglie.

Allen ha sempre negato le accuse definendo le affermazioni «non vere e vergognose». Sulla scia dello scandalo delle molestie esplose a Hollywood con il caso Harvey Weinstein (a portarlo in luce è stato anche il figlio biologico di Woody e Mia, Ronan Farrow, numerosi attori hanno preso le distanze da Allen: dopo la sua co-star Rebecca Hall, Timothee Chalamet ha annunciato che devolverà i compensi del suo prossimo film girato con il regista, «A Rainy Day in New York» all'iniziativa «Times's Up» e a fondazioni pro-gay e contro l'incesto. Scuse a Dylan sono arrivate nei giorni scorsi da altre dive dei film di Allen come Mira Sorvino («Dea dell'Amore»)
e Greta Gerwig («To Rome with Love»).

Sulla sponda opposta, Alec Baldwin («Alice», «Blue Jasmine» e «To Rome with Love») ha difeso il regista. «Due stati hanno indagato su di lui, New York e Connecticut, e non ci sono state incriminazioni...Ripudiare il suo lavoro è ingiusto».

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