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Canterà anche Baglioni Forse con Laura Pausini

MILANO. Il festival di Sanremo prende sempre più forma. Ieri è stata la giornata degli ascolti delle 20 canzoni in gara, a Milano, per gli addetti ai lavori e Claudio Baglioni ha rivelato i primi 11...

MILANO. Il festival di Sanremo prende sempre più forma. Ieri è stata la giornata degli ascolti delle 20 canzoni in gara, a Milano, per gli addetti ai lavori e Claudio Baglioni ha rivelato i primi 11 duetti confermati per la serata del venerdì. Skin canterà con Le Vibrazioni, Alice con Ron, Alessandro Preziosi con Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico. Ci saranno anche Serena Rossi con Renzo Rubino, Giusy Ferreri con Roby Facchinetti e Riccardo Fogli, Michele Bravi con Annalisa, Anna Foglietta con Luca Barbarossa. Mario Biondi ha voluto accanto a sé i brasiliani Daniel Jobim e Ana Carolina, Giovanni Caccamo ha chiamato Arisa, Red Canzian duetterà con Marco Masini. Folla sul palco per Elio e le storie Tese con i Neri per Caso. Bisognerà attendere ancora per le altre nove collaborazioni, da definire. Come anche per gli ospiti, su cui Baglioni mantiene il riserbo, e sul quarto fantomatico membro della squadra, oltre a Michelle Hunziker e Piefrancesco Favino. A completarla dovrebbe essere un comico: Maurizio Crozza è il più papabile.

Quello che invece è ormai certo è che a Sanremo canterà anche lui, il «dittatore artistico». «Sarà difficile tenermi lontano dalla musica. Per una volta che vengo al festival... Certo non posso vincerlo, perché c'è un conflitto d'interessi micidiale», ha scherzato, lui che all’Ariston da cantante in gara non ha mai messo piede. E chissà che la sorpresa non sia un duetto con Laura Pausini, che i rumors vogliamo sempre più vicina a un ritorno all'Ariston.

In attesa di mettere a punto i dettagli, Baglioni ha ribadito che «la linea guida nella scelta è stata quella di preferire artisti che avessero una riconosciuta carriera da interprete». Scartati dunque attori, musicisti, artisti in prestito da altre discipline, che pure si erano presentati. «Ci sarebbero state altre 20 canzoni da portare al festival e io avevo proposto alla Rai di farlo durare due settimane. Per fortuna mia non hanno accettato», ha aggiunto e non si capisce se l’abbia pensato davvero. Sul fatto che pochi artisti si siano confrontati con la realtà il direttore artistico ha spiegato: «Viviamo un’epoca non chiara, di passaggio. Per questo molti dei testi sono domande, questioni irrisolte. Non ci sono canzoni slogan. Il rap? Non sono arrivate canzoni. Avevo diramato anche qualche invito, ma è stato rifiutato. Ho avuto troppo poco tempo per far capire che il festival può diventare di nuovo una mostra della canzone e non solo un evento tv. Quello che manca, però, spero di compensarlo con gli ospiti».

Quanto alle tensioni della vigilia,
Baglioni spiega: «Avevo un carattere garbato. Ora invece à la guerre comme à la guerre. Un pochino ho litigato anche perché ho visto che si tendeva a essere un po’ conservativi. Del resto, non è il mio mestiere, farò in una settimana tanta tv quanta ne ho fatta finora». (c.f.)

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