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Sanna: «Anche noi pronti per la Film Commission»

Un primo “no” motivato con ragioni di bilancio. Nevina Satta: «Riparliamone» E il sindaco si impegna a siglare accordi come quelli già chiusi a Olbia e Cagliari

SASSARI. Un “amichevole” scambio di sms tra il sindaco Nicola Sanna e il presidente della Film Commission Antonello Grimaldi. L’impegno della direttrice della Fondazione, Nevina Satta, a saltare su un treno per Sassari alla prima occasione per riprendere il “forcing” sul primo cittadino. La promessa di Sanna di trovare lo “spazio” nel bilancio comunale per attivare progetti simili a quelli di Olbia e Cagliari rivolti alle produzioni italiane, europee ed extraeuropee che presentano proposte di fiction tv e di lungometraggi cinematografici da realizzare valorizzando le produzioni e la maestranza locale.

Si chiude nel migliore dei modi possibile la “schermaglia” tra il sassarese Grimaldi e il “suo” sindaco. Accusato (bonariamente, gli scrive il regista) di non aver dato gambe al tentativo di coinvolgerlo nella maxi operazione di promozione dell’Isola come “location” ideale per piccole e grandi produzioni. «Per ora non ci siamo riusciti», ha detto il regista commentando i tanti risultati raggiunti.

«Ho avuto un incontro con la direttrice Nevina Satta – conferma il sindaco – e, pur ribadendo la nostra consueta disponibilità per la logistica, la concessione di location e i permessi, di fronte alla richiesta di 200mila euro per aderire al “fondo di ospitalità” ho dovuto alzare bandiera bianca. Non li abbiamo. Almeno per quest’anno».

In realtà, nonostante i lacci che strangolano il bilancio cittadino (che ha 21 milioni in cassa bloccati da clausole di salvaguardia, e problemi a “pareggiare” i servizi erogati nel 2018, con 2 milioni ancora da trovare), la cifra chiesta dalla Film Commission sembra assolutamente ragionevole. «È un moltiplicatore – sottolinea Nevina Satta –. Si tratta di micro contributi che eroghiamo per contribuire al budget di chi decide di girare in una determinata città. Che però sono vincolati all’utilizzo di maestranze locali, all’uso o noleggio di materiali reperiti sul posto. Da una parte convinciamo le produzioni del fatto che non è vero che girare in Sardegna costa di più, dall’altra mettiamo in mostra le nostre professionalità che crescono continuamente. La città si mette in vetrina con film e fiction, i produttori si convincono che non devono portarsi proprio tutto da casa. Il ritorno è sia immediato che a lungo termine».

Parole a cui è davvero difficile resistere, soprattutto perché per entrare nel meccanismo fanno la fila comuni come Tratalias o Carloforte, che difficilmente hanno situazioni di cassa più floride di quella sassarese. E anche perché Sassari, nelle suoi recenti passaggi in alcuni programmi nazionali, ha dimostrato di avere molto più da mostrare di quanto gli stessi sassaresi sappiano.

«Il problema è che Grimaldi è sassarese e non sopporta che Olbia e Cagliari abbiamo chiuso l’accordo prima della sua città», scherza Nevina Satta. «Avremo modo di incontrarci a breve – chiosa il sindaco – e questi soldi spunteranno fuori in qualche maniera, magari usando un annualità della tassa di soggiorno, che vale 150mila euro».

O magari i fondi per l’impiego under 35 come fatto in alcune regioni del nord. Basta essere un po’ creativi, dietro la macchina da presa, e dentro i decisamente più tristi libri del bilancio comunale.