Applausi per gli intrecci delle “Relazioni pericolose”

Al Comunale di Sassari il capolavoro del Settecento rivisitato da Elena Bucci Tra intrighi e passione buona prova degli attori del Centro Teatrale Bresciano

SASSARI. Amore, sesso, passione e morte, tradimenti, carteggi infuocati, intrighi, seduzioni e duelli: il plot del celebre romanzo libertino “Les liaisons dangereuses” di Choderlos de Laclos è un evergreen che non perde fascino nei secoli.

Capolavoro letterario del ’700 ha conquistato più volte il pubblico anche sul grande schermo tra i vari film ispirati a questo testo: la celeberrima versione di Roger Vadim del 1959 e quella di Stephen Frears (1988) con Glenn Close, John Malkovich, Michelle Pfeiffer. In una nuova trasposizione teatrale firmata da Elena Bucci e Marco Sgrosso – anche protagonisti sulla scena insieme a Gaetano Colella –, “Le relazioni pericolose” è stato presentato nei giorni scorsi all’interno della rassegna Cedac in una breve tournée che ha fatto tappa al Comunale di Sassari e San Gavino Monreale e a Paulilatino.

Teatri gremiti per uno dei titoli più attesi della stagione che presentava in scena artisti di fama come Elena Bucci, vincitrice dei premi Ubu e Duse, che si conferma interprete di grande temperamento nel doppio ruolo di due personaggi in antitesi: la Marchesa di Merteuil e la Presidentessa di Tourvel. Perversione e purezza a confronto nessun tratto in comune se non il tormento finale. Anche Marco Sgrosso nel ruolo di Valmont trova una sua dimensione personale vestendo il suo personaggio di una spavalderia arrogante che lo rende credibile anche nella cecità dei sentimenti. Cieco Valmont sino al punto di non comprendere di essere anche lui una pedina nelle mani della perfida marchesa che lo condurrà alla morte in duello. Terzo personaggio sul palco Gaetano Colella che nel ruolo dell’autore del libro: Choderlos de Laclos, scrive con penna d’oca la storia in divenire, osserva i suoi personaggi e presta (in falsetto) la voce alle figure di Cécile, Danceny, Madame de Volanges e Madame de Rosemonde.

Pubblicato sette anni prima della rivoluzione francese “Le Relazioni pericolose” è un acuto ritratto del cinismo e della vacuità che caratterizzavano la società dell’epoca. Nel carteggio tra la Marchesa di Merteuil ed il Visconte di Valmont si incontra una nobiltà polverosa e annoiata preda dei propri capricci. Proprio su questo carteggio è strutturato l’ intero spettacolo prodotto dal Centro Teatrale Bresciano. Nonostante l’ineccepibile prova attoriale sin dall’inizio la messa in scena scorre piuttosto lenta e anche conoscendo la storia è facile perdersi nell’intricato giro di epistole. Ognuno dei tre interpreti ricopre diversi ruoli ma nel frenetico avvicendarsi di lettere e intrighi non c’è spazio per approfondire e conoscere i caratteri dei vari personaggi e i rapporti fra di loro.

Impegnativo sul piano della trama lo spettacolo mette il pubblico a dura prova anche per la sua durata: un atto unico di oltre due ore. Anche lo spettatore più attento non può che cedere a “fisiologici” cali di attenzione durante una rappresentazione così lunga che inoltre, specialmente nella prima parte, perde spesso il ritmo. Essenziale quanto efficace l’impianto
scenico di Carluccio Rossi, strutturato su quinte scorrevoli e disegnato ad arte dalle luci di Loredana Ottone che danno forza e carattere ad ogni singolo quadro. Piacevole il tappeto sonoro con musiche di Vivaldi, Chopin, Schubert. Applausi agli artisti al termine dello spettacolo.

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