«La Sardegna alla conquista degli schermi»

Obiettivi e successi: parla la direttrice Nevina Satta «È stato l’anno di Cabiddu e di tanti nostri talenti»

SASSARO. All’ultima Mostra del cinema di Venezia ha festeggiato il quinto compleanno. Un lustro di attività che pur tra le difficoltà (e qualche polemica) ha sicuramente portato dei risultati. Mai come negli ultimi anni si è parlato di cinema “made in Sardegna”, con un’attenzione crescente verso i lavori firmati da registi isolani, come testimoniano tante partecipazioni a grandi festival e diversi premi (basta pensare, per fare un esempio, ai risultati raggiunti da Gianfranco Cabiddu con “La stoffa dei sogni”), e un significativo incremento del numero di produzioni nazionali e internazionali attirate nell’isola. Direttamente o indirettamente, a vari livelli, la Sardegna Film Commission ha lavorato per spingere tutto il settore audiovisivo e si candida a diventare una guida sempre più concreta per lo sviluppo del comparto nel territorio.

«Il 2018 – spiega Nevina Satta, direttrice della Fondazione (che ha come presidente Antonello Grimaldi) – è il primo anno in cui siamo tutti operativi con la nuova legge nazionale sul cinema. Le Film Commission hanno ufficializzato il loro ruolo di mediatori territoriali su tanti livelli, oltre la normale assistenza alle produzioni. Questo cambia chiaramente la prospettiva, allarga la rete di azione». Parte fondamentale del lavoro è quello svolto con la partecipazione a mercati e festival che diventano occasione per promuovere location, professionisti sardi e intercettare nuovi investitori. È stato per esempio così al recente Trieste Film Festival, con la Film Commission impegnata non solo al seguito dei due documentari sardi selezionati, “L’uomo con la lanterna” di Francesca Lixi e “Uno sguardo alla Terra” di Peter Marcias, ma anche nel forum di coproduzione del festival con i progetti “Kent’annos” di Victor Cruz, girato in parte in Ogliastra, ed “Exemplary Behaviour” di Audrius Mickevicius, che ha scelto come accompagnamento poetico i suoni delle pietre di Pinuccio Sciola. E ovviamente sarà così nei prossimi festival, a cominciare dall’imminente Berlinale. «Ascoltiamo storie, ci proponiamo come interlocutori territoriali e creiamo una rete di relazioni – spiega Nevina Satta – che diventano fondamentali. A Berlino porteremo un considerevole numero di progetti. Alcuni in cerca di co-produttore, altri di distributore o di sales agent internazionali».

Intanto prima della partenza per la Germania un passaggio a Sassari per incontrare il sindaco Nicola Sanna e discutere della possibilità di attivare un progetto simile a quelli dei fondi filming di Olbia e Cagliari. «Proprio domani – anticipa la direttrice – incontrerò il sindaco». Poi subito direzione Berlino dove l’isola sarà grande protagonista perché l’unico film italiano in concorso è ambientato proprio in Sardegna: “Figlia mia” di Laura Bispuri, girato principalmente a Cabras (alcune scene a Riola Sardo, San Vero Milis, Oliena).

A guidare il cast due stelle del cinema italiano come Valeria Golino e Alba Rohrwacher, affiancate dalla giovanissima algherese Sara Casu che ha incantato la regista e tutti sul set. «Un film che abbiamo seguito sin dall’inizio – sottolinea Nevina Satta – e che si è sviluppato con il nostro sostegno e coinvolgimento anche in fase stimolativa. All’inizio Laura Bispuri non pensava di venire a girare in Sardegna. Noi l’abbiamo comunque invitata e lei vivendo nell’isola ha capito che era il posto giusto per la storia. I progetti vanno visti sul lungo periodo, devono avere un tempo di macerazione del luogo, della comunità». Lungometraggio che subito dopo l’anteprima alla Berlinale (domenica prossima) dal 22 febbraio sarà già nelle sale. Al cinema durante l’anno usciranno anche altri film importanti girati nel 2017 in Sardegna e sicuramente candidati a passare anche per i prossimi grandi festival:
da “Loro” di Paolo Sorrentino a “Domino” di Brian De Palma fino a “Fiore gemello” di Laura Lucchetti. Senza dimenticare i nuovi lavori, ora in fase di montaggio, di due affermati registi sardi: “Ovunque proteggimi” di Bonifacio Angius e “L’uomo che comprò la luna” di Paolo Zucca.

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