La Sardegna e i menhir grandi protagonisti del tourismA 2018

Venerdì al via il Salone internazionale dell’archeologia Nello stand isolano le riproduzioni delle grandi statue

SASSARI. È tutto pronto per l’apertura di tourismA 2018, il Salone internazionale dell’archeologia che a giorni apre i battenti a Firenze. Per il quarto anno consecutivo l’editore Carlo Delfino espone la Sardegna in vetrina con l’allestimento di un grande padiglione a Palazzo dei Congressi .

Il ricco cartellone allestito per l’evento ruota attorno alle statue menhir esposte nel museo di Laconi che saranno il leitmotiv della presenza sarda in Toscana. Nutrita anche l’offerta dei Comuni del consorzio Sa perda ‘e Iddocca: Allai, Asuni, Genoni, Laconi, Meana Sardo, Nuragus, Nurallao, Ruinas, Samugheo e Villanovatulo, che saranno presenti a Firenze per promuovere le risorse dei loro territori. Fra gli appuntamenti clou del Salone, attesissimo, l’intervento dell’archeologo Giorgio Murru, incentrato sul “Culto delle statue menhir all’alba dei nuraghi”. L’appuntamento è dal 16 al 18 febbraio.

L’anno scorso tourismA ha visto la nascita delle Rete museale delle statue stele del Mediterraneo, i menhir saranno protagonisti anche quest’anno perché il programma è dedicato proprio a una delle testimonianze più importanti della Sardegna prenuragica. In Sardegna sono presenti a Laconi (centro più importante), Allai, Samugheo e Nurallao. Tutto questo sarà esposto e raccontato a Firenze, al Salone internazionale dell’archeologia, in un grande padiglione di 120 metri quadrati collocato in posizione strategica, dotato di postazioni, installazioni artistiche e di un grande visore, in cui scorreranno le immagini del patrimonio archeologico del Consorzio realizzate dal fotografo Nicola Castangia.

Testimonial saranno i rappresentanti dei dieci Comuni che fanno capo al Consorzio Sa Perda ‘e Iddocca che comprende anche Laconi, con il Museo regionale della statuaria preistorica sarda, in cui sono esposti gli originali delle statue stele. Non
potrà mancare lo scultore Carmine Piras, che da anni studia le tecniche di esecuzione della statuaria sarda. Piras esporrà alcune riproduzioni in scala delle statue stele menhir di Laconi, realizzate in materiale sintetico, fedeli nel disegno, nel colore e nelle dimensioni (2,20 metri).

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