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Ultimo ha vinto con le incertezze della generazione più confusa

SANREMO. «Sono tre notti che non dormo, sono un frastornato». Si scusa Ultimo, vincitore delle Nuove proposte con “Il ballo delle incertezze” e il racconto di una generazione insoddisfatta e confusa,...

SANREMO. «Sono tre notti che non dormo, sono un frastornato». Si scusa Ultimo, vincitore delle Nuove proposte con “Il ballo delle incertezze” e il racconto di una generazione insoddisfatta e confusa, e suscita tenerezza con i suoi 22 anni e l'aria da cucciolo smarrito. Ma cucciolo, e tantomeno smarrito, non lo è affatto e lo ha dimostrato portando le incertezze della sua generazione e tanta determinazione.

Troppo facile dire che da Ultimo è ora diventato primo. «Ultimo è la condizione che riguarda la mia vita di tutti i giorni, di quando sto a casa a fare le cose di sempre. Sul palco però mi sento sicuro, senza incertezze. Più che una condizione sociale, è la percezione di esclusione, il sentirmi inadatto, io sono quello sbagliato: non sarà la classifica di Sanremo a cambiare», dice lui, che all'anagrafe è registrato con il nome di Niccolò Moriconi, romano e romanista di San Basilio. «Mica come Mirkoeilcane che viene da Garbatella, io sono di borgata», scherza riferendosi al collega che ha vinto il Premio della Critica. Al festival, Ultimo, che ama definirsi Cantautorap, tra canzone d'autore e hip-hop e che ha cominciato a suonare il pianoforte da quando ha 8 anni, è arrivato come indipendente (con la Honiro label, che pubblica il suo album Peter Pan, con 15 inediti): «nelle grandi realtà, a volte si pensa a tutto meno che alla musica. Mentre nelle etichette indipendenti c'è la possibilità di lavorare su quello che vuoi tu». Sanremo gli ha dato quella possibilità che ancora non aveva avuto, rispetto al grande pubblico. «Vedere
una riuscita del genere - racconta -, mi dà una grande forza e determinazione. È la dimostrazione che non c'è spazio solo per le delusioni e le sconfitte. A volte si può vincere. È un modo per regalare una speranza a tanti e per far sentire meno sole le persone che sono in solitudine».

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