Sua nobiltà la vernaccia e il futuro da Vermouth

L’azienda oristanese si adegua ai gusti dei consumatori moderni

Fino a qualche decennio fa non c'era bar o osteria, in Sardegna, che non proponesse ai suoi clienti la Vernaccia di Oristano. Ma quel nettare si beveva anche nelle feste di famiglia: ai matrimoni, alle cresime, ai battesimi. Si beveva da solo o con i dolcini tipici della tradizione isolana. Poi all'improvviso sulla Vernaccia è calato il sipario. Le mode che cambiano e qualche furbo ha spacciato come Vernaccia pessimi vini ossidati siciliani. Ma i produttori di prestigio ed esperienza continuano a produrre quel vino antico simile ai grandi vini di Jerez della Frontera. Tra questi la cantina di Silvio Carta di Baratili, a un tiro di schioppo di Oristano. Ora al comando dell'azienda c'è il figlio del fondatore, Elio, diploma di enotecnico a Comegliano Veneto e una passione pari alla competenza.

Nelle centinaia di botticelle di castagno dello stabilimento tra Baratili e Zeddiani ci sono più di 700mila litri di Vernaccia. Di tutte le età di tutte le profumazioni. Difficile resistere alla tentazione di assaggiarle; da quelle più giovani a quella dell'anno di grazia 1952, contenuta in un caratello e conservata come le cose sante. Il colore è ambrato, i profumi sono una sinfonia in cui riconosci note diverse, dalla frutta secca al castagno alla macchia mediterranea Ma l'impronta che caratterizza quell'annata introvabile è più simile a quella di un fiero Armagnac non di un vino. Berlo è davvero un privilegio che ti capita una volta nella vita. Quando ti ricapiterà di bere una Vernaccia di 65 anni, anno di fondazione della cantina? Nella grande sala semibuia piena di botti, mura e pavimenti sono impregnati dei profumi del vino. Si parla a voce bassa, come si farebbe in chiesa. Negli anni d'oro a Oristano si producevano anche tre milioni di litri di vernaccia in 1300 ettari di vigna. Ora gli ettari coltivati sono un centinaio. E una parte consistente è destinata alla produzione di Vermouth. Durante la seconda guerra mondiale la Vernaccia veniva nascosta in mezzo alle macchie di elicriso per sfuggire ai controlli fiscali. Ma nei mesi caldi a causa della forte evaporazione la Vernaccia si concentrava assumendo una nota amara. Silvio Carta intuì che con l'aggiunta di zucchero quella Vernaccia al profumo di elicriso e di erbe di campo assumeva un profumo e un gusto gradevolmente balsamico. Simile ai Vermouth piemontesi ma dal gusto inconfondibili: un prodotto unico al mondo.

Oltre ai Vermouth, alle grappe, al mirto Pillono, al filuferru, al limonello Silvio Carta, nel nuovo stabilimento di Zeddiani, produce una grande varietà di gin che hanno conquistato i consumatori di tutto il mondo, in particolare Giniu molto amato e consumato soprattutto in Canada e Stati Uniti. Intorno allo stabilimento un enorme campo è destinato alla produzione di artemisia, liquirizia, ruta, salvia, elicriso. Vale
a dire le botaniche che fanno dei distillati di Silvio Carta prodotti di eccellenza a livello internazionale. Mentre le singolari bacche di ginepro che profumano di mare con cui vengono preparati i vari gin provengono dai boschi tra la fabbrica e il mare dietro lo stabilimento



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