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Un capolavoro dell’animazione giapponese

Un capolavoro dell’animazione giapponese

SASSARI. Kinema Junpo, storica rivista giapponese dedicata al cinema, lo ha indicato come il film più bello del 2016. L’unico precedente per un lungometraggio d’animazione era quello di “Il mio...

SASSARI. Kinema Junpo, storica rivista giapponese dedicata al cinema, lo ha indicato come il film più bello del 2016. L’unico precedente per un lungometraggio d’animazione era quello di “Il mio vicino Totoro”, uno dei capolavori di Hayao Miyazaki. Erano gli anni Ottanta e Sunao Katabuchi, regista di “In questo angolo di mondo” da qualche giorno disponibile in dvd e blu ray, faceva allora esperienza proprio al fianco di quello che è considerato il più grande maestro del cinema d’animazione. Il debito nei confronti di Miyazaki è evidente guardando i film che ha poi diretto, anche se nel caso specifico di “In questo angolo di mondo” la visione richiama soprattutto l’altro fondatore dello Studio Ghibli: Isao Takahata. Inevitabile diventa infatti pensare al suo “Una tomba per le lucciole” per l’ambientazione durante la Seconda guerra mondiale, perché mostrano entrambi l’incubo dei bombardamenti. Anche se poi la prospettiva risulta diversa e, va detto, anche il risultato non è paragonabile. Forse impossibile raggiungere il livello di quel capolavoro assoluto, ma il film di Katabuchi ha lo stesso grandi meriti. La storia con protagonista la giovane Suzu emoziona per il suo atteggiamento comunque positivo nei confronti della
vita, anche in mezzo a una situazione tragica.

Un inno alla resilienza, poetico, commovente senza spingere spudoratamente alla lacrima come fanno tanti film, ammaliante nella descrizione dell’ambiente e dei piccoli gesti della quotidianità dei personaggi. (f.c.)

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