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“Terre di confine” ritorna ad Asuni

“Terre di confine” ritorna ad Asuni

Oggi e domani un ricco programma con scrittori, registi e proiezioni di film

ASUNI. Per la sua conclusione il festival “Terre di confine” torna dove è nato: ad Asuni. Con un fine settimana ricchissimo di appuntamenti. Si comincia oggi dalla mattina, al Museo dell’Emigrazione nato in questi anni grazie all’impegno dell’associazione Su Disterru organizzatrice del festival. Alle 10.30 si apre una nuova finestra sul Bogoshorts con la proiezione dei corti colombiani “Julia” di Jaime Avendrano, “Fibras” di Sergio Aldana, “Tierra Escarlata” di Jesus Reyes e “Rio” di Nicolas Serrano. Alle 11.40, per la sezione emigrazione e lavoro sarà proiettato “Parador Hùngaro” di Aseneth Suárez Ruiz e Patrick Alexander.

Si riprende nel pomeriggio alle 15.30 con la proiezione del lungometraggio “Los colores de la montana” di Carlos César Arbeláez. Alle 17.15 uno dei momenti più attesi dell’intera rassegna, la lectio magistralis semiseria di Gesuino Némus dal titolo “La maldita manía de contar - García Márquez e il cinema”, in occasione del cinquantenario di “Cent’anni di solitudine”, con introduzione di Nello Rubattu. Una conversazione ironica, ma ricca di informazioni e curiosità sulla figura del grande scrittore colombiano, sul suo rapporto con la settima arte e, in particolare, con il cinema italiano. Alle 19 ancora cinema colombiano con la proiezione di “El abrazo de la serpiente” di Ciro Guerra.

Domani, sempre al Museo dell’Emigrazione, si inizia alle 10 con la presentazione, a cura degli autori, dei documentari “Enjoy the ride” di Ferruccio Goia, “Storie di migrantes” di Carlo Licheri e Alessandro Aramu, “Luogo comune” di Enrico Spanu e “La doppia assenza” di Marta Anatra. Alle 12.45 aperitivo cinematografico al Central Bar: incontro con il regista Felipe Aljure dal titolo “Il cinema colombiano oggi, dall’avventura alle grandi produzioni e ritorno (l’importanza di avere una legge per lo sviluppo del cinema)”. Da segnalare nel pomeriggio, per i più piccoli “Anina” di Alfredo Soderguit, l’incontro con Enrico Pau e la proiezione del suo film “L’accabadora”, e quindi “Garras de Oro” di Jambrina, film satirico-storico colombiano del 1926, che sarà musicato dal vivo da Andrea
Granitzio ed Emanuele Contis. Si chiude con il documentario “Don Ca” di Patricia Ayala Ruiz, ultima proiezione idi questa undicesima edizione di “Terre di confine” diretta da Marco Antonio Pani e incentrata sulla cinematografia della Colombia messa in relazione con quella della Sardegna.

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