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Una ghost story riuscita a metà

Il sottotitolo scelto per la distribuzione italiana, “Non infrangere le regole”, può essere visto anche come un suggerimento per inquadrare un film fedele agli stilemi della letteratura gotica che al...

Il sottotitolo scelto per la distribuzione italiana, “Non infrangere le regole”, può essere visto anche come un suggerimento per inquadrare un film fedele agli stilemi della letteratura gotica che al cinema si trasforma in un genere all’interno del quale si possono ricondurre ghost story come “The Lodgers” di Brian O’Malley. Una grande villa fatiscente, una dannazione secolare, corvi che osservano sinistramente lo svolgersi degli eventi. Gli elementi di base son quelli e si trovano anche in questa storia ambientata nella campagna irlandese nel 1920. I protagonisti sono due gemelli orfani, Rachel (Charlotte Vega) e Edward (Bill Milner), che a causa di una maledizione caduta sulla loro famiglia sono tenuti prigionieri in casa per espiare le colpe dei loro antenati. Non possono far entrare estranei, devono trovarsi nelle loro stanze allo scoccare della mezzanotte e non devono mai separarsi l’uno dall’altro.

Queste le regole da rispettare per non provocare l’ira della presenza sinistra che la notte si impossessa della villa. Ma se Edward è rassegnato a questa vita nefasta, Rachel arrivata a diciotto anni comincia a mettere tutto e a ribellarsi quando conosce un giovane reduce dalla guerra di cui si innamora. L’aspetto migliore del film è il contesto, l’atmosfera che avvolge la storia. L’effetto sullo spettatore però dura poco perché non basta un bel lavoro di ricostruzione ambientale a costruire un gothic horror di successo. “The Lodgers” risulta a tratti confuso, cercando un simbolismo spicciolo, e procede regalando ben poche sorprese e con mancanza di ritmo. Superficiale anche la caratterizzazione dei personaggi.