Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

A Lampedusa per riscoprire le origini

Con “La memoria delle tartarughe marine” Simona Binni affronta il tema del natal homing

Lampedusa. Davide e Giacomo sono fratelli. Ma se il primo vive in simbiosi con l’isola, il secondo la sente come una gabbia. Ormai adulto decide così di andarsene a Milano, dove si ritaglia uno spazio nel mondo della finanza, mentre il fratello resta e si dedica allo studio delle tartarughe marine capaci di tornare nel luogo in cui sono nate anche dopo anni di lontananza. Il fenomeno del natal homing che diventa metafora attorno alla quale la fumettista Simona Binni costruisce la graphic novel “La memoria delle tartarughe marine” pubblicata da Tunué (176 pagine, 16.90 euro).

A dare il via alla narrazione è la morte di Davide, che lascia la sua imbarcazione al fratello, anche se da tempo i due non hanno rapporti. Giacomo non ha alcuna voglia di lasciare Milano, in un momento anche importante per la sua carriera, ma alla fine è costretto ritornare a Lampedusa per sbrigare questa faccenda dell’eredità. Quello che doveva essere solo un brevissimo soggiorno si trasforma in un viaggio che costringe il protagonista (evidente come dal punto di vista grafico la disegnatrice si sia ispirata al noto attore Tom Hiddleston) a fare i conti con il suo passato, i ricordi, e a mettere in dubbio le sue certezze.

Oltre il luogo stesso, l’isola come entità dalla quale è impossibile separarsi definitivamente, sono anche le persone che incontra a costringerlo a ripensare alla sua vita. C’è l’amico di infanzia Michele, rimasto a Lampedusa dove si è costruito una famiglia che Giacomo al contrario, preso dal lavoro a Milano, non ha voluto. E poi ci sono Nelly, una biologa precaria che collaborava con il fratello nello studio delle tartarughe marine, il vecchio pescatore Tonno, e il piccolo Taro salvato dal Mediterraneo che ha inghiottito le vite di tante persone alla ricerca di un rifugio in Europa. Un personaggio che permette a Simona Binni di inserire nel fumetto l’argomento dell’immigrazione, d’altronde così legato alla realtà di Lampedusa.

Per questo assolutamente non forzato all’interno della narrazione del percorso personale di Giacomo che porta all’attenzione, e al cuore, del lettore anche altre tematiche. Dal rapporto con la memoria, le proprie origini, la terra natale, a situazioni che spingono a interrogarsi su cosa significhino veramente il successo e la felicità.