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Come manovrare il robot-chirurgo La Sardegna fa scuola

Come manovrare il robot-chirurgo La Sardegna fa scuola

Il reparto di Urologia del Brotzu di Cagliari centro d’avanguardia «E ora insegneremo le tecniche apprese negli Stati Uniti»

A lezione per imparare a usare i robot in sala operatoria. Qualche anno fa i medici cagliaritani dell'ospedale Brotzu erano dovuti andare loro a imparare. E a importare tecnologia dagli Stati Uniti. Ma ora che anche Cagliari – come da qualche anno Nancy in Francia e Chicago negli Usa – è centro di eccellenza per l'uso delle macchine negli interventi, il capoluogo può salire in cattedra. E formare nuove generazioni di specialisti. Si comincia martedì 27 marzo: via alla prima edizione del corso di formazione in Chirurgia robotica finanziato dalla Regione in collaborazione con il reparto di Urologia dell’Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari. Il reparto, diretto da Mauro Frongia, metterà a disposizione il suo team specializzato in Chirurgia robotica urologica in cui sono seguiti i pazienti con malattie dell’apparato urogenitale. Il futuro è insomma già presente per dare risposte alle esigenze dei cittadini ponendosi come centro di riferimento per la Chirurgia robotica urologica. Senza dover andare lontano a curarsi.

I vantaggi – anche se negli anni scorsi in generale ci sono stati gli inevitabili detrattori – sono noti: i robot hanno la “mano” più ferma del più fermi dei chirurghi. Le nuove tecnologie consentono tra l'altro operazioni interamente automatizzate. Rimangono fondamentali, chiaramente, impostazioni e regia del medico. Possibili interventi: tumori della prostata, della vescica, del rene e tante altre malformazioni urinarie. Ma l'obiettivo è anche quello di uscire dalle corsie di Urologia. «Il reparto – spiega Frongia in una nota diffusa dall'azienda – è attivo nei settori di oncologia urologica, calcolosi renale e trapianto di rene. Il team robotico si è anche distinto per aver utilizzato il robot Da Vinci nel trapianto renale e in generale nella chirurgia conservativa e demolitiva del rene (viene eseguito il prelievo di rene da donatore vivente, oltre i trapianti di rene con tecnica interamente robotica)». Un ospedale che insegna innovazione perché le tecnologie ci sono già. «È anche centro di riferimento regionale per il tumore della prostata – continua Frongia – in quanto dispone delle più sofisticate tecnologie per il trattamento di questa patologia: hifu, laser green, brachiterapia. Dall’introduzione della tecnica a oggi sono stati realizzati mille interventi. È nostra intenzione privilegiare durante il corso, oltre la chirurgia per il tumore della prostata e della vescica, la chirurgia robotica del rene e possibilmente il trapianto renale». Ma come si svolgono le lezioni? Prima della parte pratica di partecipazione agli interventi robotici – spiega l'ospedale – è prevista una fase dedicata alle lezioni teoriche e pratiche al simulatore che costituiscono il livello base comune a tutte le specialità chirurgiche. Destinatari del corso sono chirurghi, specializzati o specializzandi in chirurgia generale, pediatrica e toracica. E ancora in ginecologia e ostetricia, otorinolaringoiatra e urologia. Il primo trapianto di rene interamente automatizzato era stato eseguito nell'ospedale di via Peretti il 27 febbraio del 2013. Ma per arrivare a quel risultato c'erano voluti anni di confronti con altre
realtà. Decisivo il contatto a Chicago con il Centro trapianti dell’Illinois University. Sardegna all'avanguardia: nel 2014 Frongia aveva ricevuto dalla Regione il Sardus pater, prestigiosa onorificenza assegnata in precedenza anche a Giovanni Lilliu, Antonio Cao e la Brigata Sassari.

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