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La Folgore, l’assalto che arriva dal cielo

La Folgore, l’assalto che arriva dal cielo

NUORO. Una storia nella storia. È quella dei paracadutisti sardi della Folgore, che Giuliano Chirra ricostruisce e racconta attraverso i loro nomi e le loro vicende nel libro “Mortos in sas Africas”:...

NUORO. Una storia nella storia. È quella dei paracadutisti sardi della Folgore, che Giuliano Chirra ricostruisce e racconta attraverso i loro nomi e le loro vicende nel libro “Mortos in sas Africas”: Luigi Boe, di Bitti; Battista Zurru di Gavoi, originario di Ollolai; il tenente Natale Mesina di Nuoro; il capitano Massoni di Sant’Antioco; Giuseppe Ortu di Guasila; Andrea Cordedda, nato a Fonni ma originario di Siligo; Omero Luchi, di Lanusei, decorato con la Medaglia d’Oro al Valore Militare, e tanti altri. Una novità svelata dal nuovo saggio del medico di Bitti è data dai nomi dei 180 giovanissimi volontari sardi del Reggimento giovani fascisti che combatterono a Bir el Gobi, raccolti nella 6ª compagnia, chiamata, proprio per quel motivo, Compagnia “Sardegna”. L’intervista a Vincenzo Giordano, di Ozieri, li ricorda quasi singolarmente.

«Mio padre era falegname, mastru de carru, costruiva carrozze e saltafossi» racconta Giordano, di Antonio e Antonia Tessuti, classe 1926, nell’intervistato a più riprese da Giuliano Chirra, a partire dal 17 febbraio 2015. «Il cognome è originario di Vercelli; infatti mio nonno era carbonaro, repubblicano seguace di Mazzini, e per questo fu esiliato in Sardegna. Nel 1932 mia madre morì e mio padre chiuse l’attività; eravamo sei figli e trovò lavoro alla Direzione riparazioni di artiglieria, dove si riparavano carri e materiali di artiglieria» continua il racconto di Vincenzo Giordano.

«La sede era in piazza Garibaldi, ma fu chiusa nel 1938 ed il personale fu trasferito a Nuoro, a Quadrivio. Così, io lasciai la scuola ad Ozieri ed a Nuoro frequentai l’Istituto magistrale, ma non avevo voglia di studiare. Mio padre allora mi trovò un lavoro. Ho fatto per un anno un corso per la manutenzione delle macchine da scrivere Olivetti, in tutti gli uffici di Nuoro. Diventai provetto dattilografo, mestiere nuovo per quei tempi. Partecipari ad un concorso pubblico per dattilografi, a tredici anni, e lo vinsi». Ma nel 1940 scoppio la guerra. E anche Vincenzo Giordano partì al fronte. «Come i carristi della gloriosa “Ariete”, della “Littorio”, e i fanti delle Divisioni “Trento” e “Trieste”... – scrive Chirra –. I sardi ovunque hanno dato prova di valore; ne fanno prova i decorati di Medaglia d’Oro al Valore Militare:
Salvatore Manca (Sassari, originario di Tramatza); Mario Aramu, da Cagliari, trasvolatore atlantico; Luigi Orecchioni, da Arzachena; Giovanni Garau, da Cagliari; Giovanni Leccis da Domusnovas, originario di Gonnosfanadiga; Primo Luca Longobardo, da La Maddalena». (l.p.)



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