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Il sogno infranto di Lucio Nali: il volo premio per Hollywood precipita

Lucio Nali, in primo piano, nel negozio al centro di Sassari

Nel 1952 il vetrinista sassarese vinse un concorso della Metro Goldwin Mayer ma il destino era dietro l'angolo

Un negozio storico è un luogo che non racconta solo di merci, ma uno snodo dove la storia del gusto, il mutamento della maniera di vedere la vita attraverso gli oggetti, si incrociano con le vicende degli uomini. Una di queste storie è nata e ancora aleggia dentro le boiserie antiche di Bagella, bottega storica del corso di Sassari: è quella di Lucio Nali, i cui eredi tengono aperto l’elegante negozio di piazza Azuni.

Lucio è un ragazzo col pregio della fantasia e del buongusto, è nato a Sorso nel 1919 ma la sua famiglia si trasferisce nel 1930 a Sassari, col padre Paolino e i fratelli Mario e Franco dove si dedicheranno al commercio dei tessuti, così fanno anche i fratelli Bagella.

Una storia di lavoro e volontà. Volontà, lavoro e Nino Bagella e il fratello, da commessi in un negozio di tessuti, aprono il loro primo negozio nel 1932 nell’antica via commerciale di Sassari: il corso Vittorio Emanuele e arriveranno ad avere quattro importanti punti vendita al centro della città, dove lavoreranno con loro i fratelli Nali. Il rapporto tra Nino e Lucio travalica quello tra principale e dipendente e diventa amicizia. Ma la guerra incombe, Lucio parte per il fronte, sono anni durissimi per tutti, anche la piccola Sassari entra nel mirino dei bombardieri e ogni famiglia ha un congiunto e un amico da piangere. Il conflitto si conclude col disastro per l’Italia, e l’Europa intera, Lucio Nali viene fatto prigioniero e scampa al campo di concentramento tedesco in Germania nello stesso luogo che qualche anno più tardi si rivelerà fatale. Alla fine della guerra la vita riprende tra mille difficoltà. La fame e la mancanza di ogni genere di merci per l’isola Sardegna son ancora più diffusi che nel resto del paese.

Il sogno americano. Ma Nino e Lucio condividono con la loro generazione la capacità di vedere positivo oltre le difficoltà del passato, il loro orizzonte è un futuro pieno di speranza, si rimboccano le maniche e ricominciano. Sono gli anni ’50, la guerra è passata da poco ma tutti hanno voglia di riprendere a vivere, i Bagella capiscono che il sogno di tutti è quello americano, la gente va al cinema per affacciarsi a un mondo nuovo.

Nino non ha mai perso i contatti col suo amico Lucio, che intanto lavora a Cagliari, e sa che è nella sua creatività la marcia in più per battere la concorrenza delle famiglie storiche del commercio cittadino con cui ha mosso i primi passi come commesso. Va a sud e convince Lucio Nali a tornare per lavorare con lui. Il suo obiettivo è affermare i suoi negozi alla moda che propongano i marchi più prestigiosi, i signori sassaresi si vogliono vestire come i divi di Hollywood e lui saprà accontentarli.

I set nella vetrina. La strada è vincere il concorso nazionale Leo Windows, bandito dalla Metro Goldwyn Mayer, dedicato al leone mascotte della major americana. Ogni settimana la vetrina dovrà essere ispirata al film della Mgm proiettato al cinema Moderno. Lucio Nali ci sta, e i due giovani si buttano con entusiasmo nel progetto. Sono serate e nottate interminabili, nel negozio chiuso, tra innumerevoli sigarette e cene a base di fainè, le regole sono ferree: le vetrine vanno realizzate col materiale e le merci proposte dal negozio.

La grande fantasia di Lucio, la sua eccezionale manualità, ricreano nello spazio ristretto della vetrina interi set cinematografici. Un piatto di grammofono fa ballare Fred Astaire in “Zigfield Follies”, uno straordinario ragno di gomitoli incombe sulle giovani bellezze de “L’indossatrice”, Lucio costruisce un’atmosfera tropicale per “In un’isola con te”, ogni settimana si torna dal cinema e si lavora. Nino Bagella fotografa tutto e spedisce alla sede della Mgm a Milano descrivendo nei particolari gli “stage” di Lucio. Sarà la vetrina per “Giungla d’asfalto”, di John Huston, con una giovane e bellissima Marilyn Monroe, a sconfiggere la concorrenza delle grandi città del Continente e le altre vetrine sassaresi: per gli americani è la più bella di tutte. Nino e Lucio ce l’hanno fatta.

Vincitore verso l’America. Il premio è un ambitissimo viaggio intercontinentale a Hollywood messo in palio dalla compagnia olandese Klm e un corso di scenografia negli studios della Mgm. Non sono gli anni dei voli low cost o del turismo di massa, anche semplicemente salire su un aereo è un’esperienza incredibile e avventurosa, figuriamoci raggiungere gli Usa e la città dei sogni su celluloide.

La notizia si sparge velocemente in città, Sassari è ancora raccolta intorno al suo centro storico, le vie sono sempre affollate: ci si sposta a piedi, le persone si incontrano e nasce sempre una breve chiacchierata, la novità che il commesso di Bagella, quel bel ragazzo bruno, elegante e simpatico, volerà verso Hollywood è l’argomento principali dei cirammeddi di tutti. Alla Torres, dove Nino e Lucio, sono immancabilmente presenti, la cionfra si fa sentire: volano le battute, i complimenti e le prese in giro. Con quel misto di allegria e sarcasmo sassarese.

Il grande giorno si avvicina, non è stato semplice, ci sono state discussioni sull’assegnazione, qualche ricorso: ma la vittoria di Lucio è netta, il viaggio si farà. Il volo della Klm è fissato per martedì 18 marzo, arriverà da Johannesburg, si fermerà a Roma (dove salirà Lucio) proseguirà per Francoforte, Amsterdam e poi l’America. Per Lucio Nali è il primo volo della sua vita, c’è anche tanta burocrazia, il visto per gli Usa non arriva, l’ambasciata di Roma pone problemi sempre diversi. Lucio è stanco e sconfortato, ha deciso di rinunciare e tornare a Sassari. Poi…sabato mattina arriva il visto dell’ambasciatore Usa, Lucio Nali 33 anni, ragazzo sassarese pieno di talento si precipita all’aeroporto. Le ansie sono sparite ha solo voglia di volare e andare incontro al suo nuovo destino.

In volo verso il destino. Tutto in lui è positivo, dalla perfetta pettinatura imbrillantinata, al completo di cotone grigio chiaro su misura, regalo dell’amico Nino, come la cravatta con una nuage ciclamino, al cappello Panizza e al trench alla Bogart. Lucio è il ritratto del creativo latino pronto a conquistare l’America. Ma: «Il povero Lucio Nali s’è avviato al suo crudele destino per una forza preponderante» come scriverà La Nuova Sardegna nell’edizione di domenica 23 marzo 1952. «Il quadrimotore Dc 6 della Klm, denominato “Princes Beatrix”, che proveniva da Joannesburg ed era diretto ad Amsterdam, è precipitato stamane a Francoforte», scrive sempre La Nuova. A bordo dell’aereo c’erano 38 passeggeri e 10 persone d’equipaggio, 4 persone riescono a salvarsi, c’è anche il mistero di 4 casse piene d’oro «a proposito delle quali si tiene il più stretto riserbo». Il sogno di Lucio Nali precipita in fiamme alla periferia di Francoforte, gli stessi luoghi in cui era scampato alla morte durante la prigionia.

Una strada interrotta. Con l’aereo, si scoprirà poi, precipitato per la nebbia che ha impedito di vedere le cime degli alberi in prossimità della pista, cadono anche le speranze di affermazione di Lucio Nali. Ma muore anche un talento naturale affinato dalla pratica, e anche da quella capacità particolare “nell’arte di arrangiarsi” di quella temperie (quella qualità che porterà la Piaggio in quel decennio a inventare la Vespa con i motorini d’avviamento dei bombardieri, per intenderci). Un carburante che traghetterà l’Italia verso i giorni del boom economico degli anni Sessanta.

Dove sarebbe arrivato Lucio Nali dopo l’esperienza negli studios della Mgm? Perché è utile ricordarlo il 33enne sassarese non vince solo un viaggio turistico ma – aspetto fondamentale –, un corso con i grandi scenografi dell’epoca d’oro del cinema. A tutti noi, che di lui abbiamo conosciuto solo le sue piccole ma straordinarie vetrine, piace pensare che Lucio sarebbe arrivato molto in alto. Esattamente dove la sua creatività meritava di stare.