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La cronaca della Nuova Il dolore della città e le polemiche sul premio

La cronaca della Nuova Il dolore della città e le polemiche sul premio

La Nuova Sardegna di domenica 23 marzo del 1952 riporta con precisione la cronaca della tragedia dell’aereo della olandese Klm precipitato tra Francoforte e New Isenburg il giorno prima. In un’epoca...

La Nuova Sardegna di domenica 23 marzo del 1952 riporta con precisione la cronaca della tragedia dell’aereo della olandese Klm precipitato tra Francoforte e New Isenburg il giorno prima. In un’epoca in cui si ricomincia a viaggiare e le barriere sembrano cadere – almeno nel mondo Occidentale – un disastro di quelle dimensioni colpisce tutti. I pochi che viaggiano e i tanti che sognano di farlo.

La Nuova è un giornale che ha ripreso le pubblicazioni da meno di cinque anni, dopo la censura del fascismo, è la voce indiscussa del Nord Sardegna, laica e progressista. Un piccolo giornale di provincia ma non un giornale provinciale: la cronaca precisa e dettagliata dell’agenzia è integrata da un corsivo tutto locale sulla figura di Lucio Nali, racconta il dolore che la sua scomparsa ha provocato in città, ma non solo, da conto anche delle vicissitudini in cui l’assegnazione del premio era incorsa.

Ci vollero tre riunioni della giuria per assegnare alla fine il premio a Lucio Nali. Il cronista non precisa chi furono gli altri in corsa per il riconoscimento, ma fa capire che i giurati dovettero tornare sui loro passi per ben tre volte per, alla fine, emettere un giudizio preciso. I 66 anni passati dall’episodio non aiutano la memoria, ma sullo sfondo, si percepisce una guerra di concorrenza, forse tra le vetrine delle grandi città (partecipavano tutte, e in finale c’erano Milano, Venezia e Palermo per citarne alcune), o forse tra i nomi storici (e potenti) del commercio dell’epoca. Famiglie che legittimamente combattevano per il predominio commerciale, ma che rappresentavano ed esprimevano anche la classe dirigente cittadina. Un potentato che i giovani dalle idee nuove (e acudidi dal contado) mettevano in discussione. Possiamo immaginare che il duello avvenisse anche sul campo della proposta commerciale, i Bagella rappresentavano i marchi più affermati della moda dell’epoca: i cappellifici Borsalino, Panizza e Cervo (per esempio) e le case di moda innovative.

Qualcuno fece pressione? Nessuno lo ricorda e nessuno può testimoniare. Resta il fatto che il suo angelo custode, sembrava mandare dei messaggi al povero Lucio, come sottolinea il cronista della Nuova: «Tanto fece il povero giovane che la giuria dovette ritornare sui suoi passi e proclamare lui vincitore. Non basta: una terza volta la giuria formulò il suo giudizio e, pur attribuendo un premio uguale agli altri, lasciò al Nali il diritto del viaggio. Non basta ancora: – insiste il pezzo della Nuova – il povero Lucio procrastinò il suo viaggio (...). Fu sul punto di tornare a Sassari e ne diede notizia ai suoi. Ma il destino aveva combinato tutto a puntino per stroncare questa giovinezza! È andato a morire proprio nella terra (e pare proprio nella zona) in cui, quando era prigioniero di guerra
dei tedeschi, alla morte era fortunatamente scampato». L’articolista della Nuova si rammarica non solo per la perdita di «un giovane buono, onesto e laborioso» ma conferma la sensazione che alla città sarebbe mancato il talento di «un cittadino e uomo di belle qualità». (p.cu)

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