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Vero e falso del cibo, le bugie nel piatto

Una guida del nutrizionista Marcello Ticca per smontare luoghi comuni e idee sbagliate

SASSARI. A voler dare retta alla valanga di informazioni che travolge ogni giorno chi vuole nutrirsi in modo corretto l’indigestione di luoghi comuni è assicurata. Sarà che la rete ha moltiplicato le possibilità di diffusione di diete e pratiche alimentari e i talent che infarciscono i palinsesti di ogni tv fino a notte, o perché la maggiore consapevolezza del consumatore costringe produttori e aziende ad adeguarsi e a rilanciare, fatto è che diventa sempre più difficile capire se nel piatto stiamo mettendo la cosa giusta. Il nutrizionista Marcello Ticca, tra i massimi esperti italiani di alimentazione, offre la sua risposta con “Miraggi alimentari. 99 idee sbagliate su cosa e come mangiamo” (Laterza, 256 pagine, 15 euro) nel quale smonta idee sbagliate, credenze infondate ma dure a morire, e menzogne belle e buone suggerendo la strada per stare davvero meglio.

Siamo alle prese con «la indistruttibilità di invenzioni sempre nuove e sorprendenti – scrive Ticca – incontriamo questi miraggi alimentari nelle conversazioni tra amici, nei colloqui con i pazienti, sulle pagine dei giornali e purtroppo anche in talune dichiarazioni di persone appartenenti al mondo sanitario». L’obiettivo dell’esperto è duplice: smentire certe idee discutibili ma anche fornire notizie utili come indicare «i rischi insiti in mode alimentari discutibili, dal digiuno prolungato al vino inteso come farmaco», al sushi e agli “energy drinks”. E affrontare l’avversione contro le carni rosse e i «pretesi veleni bianchi, ossia farina, latte e zuccheri». Su un punto Ticca è d' accordo: «niente da ridire sulle critiche all’abuso di sale».