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I magneti tra i denti per fabbricare un sorriso tutto nuovo

I magneti tra i denti per fabbricare un sorriso tutto nuovo

Nuove frontiere dell’ortodonzia tra software innovativi e stampanti 3D Il progetto vincitore del Contamination Lab dell’Università di Cagliari

Maga, free your smile. Ovvero, libera il tuo sorriso. Addio apparecchio con filo e bracket. Il futuro per correggere e pilotare il movimento e la crescita dei denti è invisibile. Lo dice una start up. E il progetto ha convinto la giuria del Contamination lab, la gara dell'Università di Cagliari tra idee innovative: Maga Orthodontics ha vinto il primo premio. E con quello i soldi e le opportunità per mettere le ali alla proposta. Tutto è pronto per la sperimentazione: realizzato il primo modello funzionante insieme ad un odontotecnico. «Abbiamo già cominciato – si legge nel profilo Facebook di Maga – a sperimentare il comfort e la discrezione del nostro nuovo modo di fare ortodonzia». Il verdetto del Contamination lab ha premiato il progetto dei primi apparecchi ortodontici magnetici pianificati con un software di calcolo del campo magnetico e dei movimenti ortodontici in condizioni reali. A colpire probabilmente i giurati è stato il fatto che, per la prima volta nel campo dell'ortodonzia, viene utilizzato un sistema totalmente prevedibile e automatizzabile. L'uso dei magneti non è nuovo, risale agli anni Settanta. E l'obiettivo era sempre quello: cercare di trasmettere delle forze che indirizzassero i movimenti del dente senza utilizzare il filo. Non c'era però la tecnologia che c'è adesso.

Era difficile, se non impossibile, trovare dei magneti potenti e soprattutto calcolarne in anticipo la forza. Maga nasce proprio dall'esigenza di trovare una soluzione – spiega il sito della start up – in grado di eliminare il supporto visibile. E di «favorire igiene orale ed estetica del paziente». La squadra di Maga è composta da Claudio Bellu, studente di Odontoiatria: è il Ceo della startup e ha sviluppato l’idea a livello medico e tecnologico. Con lui sul palco del Teatro Lirico per la grande serata della finale della sfida tra innovatori c'era Mersia Carboni, studentessa di economia, che si occupa degli aspetti economico-amministrativi di Maga in veste di direttore finanziario. La startup si avvale anche del contributo di Daniele Marras, studente di odontoiatria e responsabile della ricerca e dello sviluppo. E di Simone Uccheddu, consulente esperto in microcredito: fornisce supporto per questioni amministative, per la gestione finanziaria e per lo sviluppo del business.

La scheda sul sito del Contamination lab spiega come funziona la tecnologia. Si parte dal dentista, partner della startup, che esegue la scansione 3D sul paziente nel suo studio. Il risultato viene inviato a Maga attraverso un software per la gestione delle relazioni con i clienti. Lo stesso software legge la scansione e rivela il numero, la dimensione e il posizionamento dei bracket magnetici e del generatore. I parametri ottenuti vengono quindi elaborati da una stampante 3D che crea una maschera prestampata in cui sono inseriti i magneti selezionati.

Maga a quel punto invia il modello al dentista che nel suo studio applica il dispositivo sul paziente. La startup ha già creato una rete di contatti per le partnership e ha utilizzato i dati già raccolti per il primo corso in Italia sull’ortodonzia magnetica, vendendo le prime copie in formato
multimediale al prezzo di 20 euro per gli studenti e di 50 euro per i dentisti. Piano business ben definito. La certificazione di utilizzo della tecnica ortodontica magnetica digitale avrà invece un costo di 500 euro, mentre il dispositivo Maga sarà venduto al prezzo di 1000 euro.

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