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Al Macc l’arte di Pantoli

Al museo di Calasetta un’antologica sul grande artista

CALASETTA. Nuova direzione e nuovo, intenso programma di eventi al Macc, il Museo di arte contemporanea e Galleria di Mangiabarche del bianco paese tabarchino. Ieri sera, il nuovo direttore Efisio Carbone, insieme al team di lavoro e alle istituzioni presenti, ha presentato la programmazione stagionale inaugurando la prima mostra in calendario di Primo Pantoli, dal titolo “Azione e Contaminazione”. Si tratta di un’antologica dedicata al grande artista cesenate (ma sardo adottivo) recentemente scomparso, a cura di Roberta Vanali. In esposizione al Macc sino al 24 giugno, la mostra ripercorre i momenti più salienti della produzione di Pantoli, che ha vissuto in Sardegna gran parte della sua vita, insegnando discipline pittoriche presso il liceo artistico di Cagliari ed espandendo i suoi interessi in vari settori, dall’editoria al teatro alla televisione, passando per manifestazioni culturali, sindacali e politiche, fino ad esplorare, nell’ultima fase della sua produzione artistica, il mondo della scultura.

«La mostra spiegano dalla direzione del Macc – punta il focus sulla produzione astratta di Pantoli, creando un ideale dialogo con la collezione permanente. Vengono rappresentati più di cinquant'anni di storia dell'arte contemporanea in Sardegna, che raccontano l’humus sociale e politico di un’artista tra i più rappresentativi dell'isola, pur non essendo sardo». Primo Pantoli, partecipò infatti alla nascita dei gruppi storici Studio 58, Gruppo di Iniziativa, Centro di Cultura Democratica e Centro Arti visive, inventando un particolare linguaggio per tutta la produzione dei manifesti usati per la comunicazione politica e sociale del periodo. «Il suo impegno civile e morale – aggiungono i curatori – non gli impedì comunque di usare forme e colori anche per cantare l’amore, quello intimo, personalissimo e malinconico. Pochi altri come lui sono stati in grado di catturare la luce di Sardegna, restituendo a questa terra antica un'immagine lontana dagli stereotipi, ma forse per questo più vera e sincera». Nel periodo dell’esposizione saranno affidati a Carla Orrù e Lidia Pacchiarotti i laboratori didattici per le scuole e per i visitatori.

Nato nel 2011 per volere dell’artista di origini calasettane Ermanno Leinardi, in collaborazione con l'amministrazione comunale, il Macc raggruppa una collezione di 130 opere rappresentative delle tendenze dell'arte astratta, dagli anni Trenta agli anni Cinquanta ed oltre, con firme importanti quali Albers, Radice, Badiali sino a Munari, Capogrossi e Fontana, passando per Soldati e Veronesi, oltre all'astrattismo geometrico dello stesso Leinardi. Secondo il neo direttore Efisio Carbone «con la valorizzazione della prestigiosa collezione permanente, il museo deve essere un motore che genera cultura nel luogo in cui si trova e deve ascoltarne il territorio, per poi poter creare reti con altre realtà». A luglio e agosto, la prossima mostra sarà dedicata al tema del “genius loci”, con artisti sardi del calibro di Costantino Nivola, Maria Lai, Salvatore Fancello e Pinuccio Sciola. E in autunno, per allungare la stagione, la rassegna internazionale di promozione e valorizzazione delle arti grafiche “On Paper”.