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“Freemmos” riparte dalla Rocca dei Doria

A Monteleone nuova tappa del progetto per sensibilizzare cittadini e istituzioni sul fenomeno dello spopolamento

MONTELEONE ROCCA DORIA. Monteleone Rocca Doria ospiterà domani la seconda tappa di “Freemmos”, il progetto promosso dalla Fondazione Maria Carta per sensibilizzare i cittadini e le istituzioni sul fenomeno dello spopolamento che investe numerosi centri della Sardegna.

Il più piccolo paese della provincia di Sassari si animerà sin dalla mattina ospitando dibattiti, testimonianze, musica e spettacoli. Dopo i saluti del sindaco padrone di casa, Antonello Masala, dei primi cittadini degli altri centri in cui è stato ospitato “Freemmos” (Baradili, Sassari, Fonni, Alghero), del presidente della Camera di Commercio del Nord Sardegna, Gavino Sini e di Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta, a partire dalle 10 si parlerà di spopolamento e di economia. Dialogheranno con il giornalista Giacomo Serreli esperti, imprenditori, amministratori con gli interventi di Alessandra Arru, membro fondatore della Sseo (Osservatorio delle dinamiche sociali ed economiche della Sardegna), Antonello Fadda, titolare di “Character”, azienda leader nel settore della comunicazione globale, Battista Cualbu, presidente di Coldiretti Sardegna.

Nel pomeriggio, spazio alla musica con la presenza di tanti artisti che hanno aderito all'invito della Fondazione Maria Carta. È prevista la partecipazione di, Bertas, Cordas et Cannas, Fantafolk (Andrea Pisu e Vanni Masala), Mori per sempre, Francesco Piu, Coro femminile “Caras”, Double Dose, Emanuele Bazzoni, Tino Bazzoni, Gavina Fiori, Tressardi, Quilo (Sa Razza), Tenores di Oniferi, Mariano Melis, Coro giovanile della scuola “Maria Carta” di Alghero, Cori del Villanova (Mara, Romana, Villanova Monteleone).

Nel fratttempo Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta, fa un bilancio su questo primo anno di “Fremmos”. «È bello – commenta – tornare a Monteleone Roccadoria, cioè il luogo da dove siamo partiti per poi affrontare tanti viaggi, conoscere, interloquire e sentire il parere sul problema dello spopolamento di tantissime persone. Non abbiamo ascoltato soltanto le parole degli anziani, ci siamo confrontati molto anche con i giovani, come è accaduto meravigliosamente ad Alghero, per esempio». E proprio dai ragionamenti dei giovani è emerso qualcosa di molto positivo. «Abbiamo capito – continua Marras – che c’è una speranza, nel senso che lo spopolamento non è un fenomeno irreversibile, ma lo si può e lo si deve governare. Come è noto – conclude – nei prossimi trent’anni sono a rischio sparizione svariati centri dell’isola e credo che la Sardegna non possa permettersi di perderne nemmeno uno. Per questo riunire con “Fremmos” politici e imprenditori per elaborare politiche attive come integrazione, agevolazioni fiscali, case a un euro ci sembra il nostro contributo più importante».