Il maltempo ferma Freemmos

La carovana contro lo spopolamento costretta ad annullare la tappa di Bortigali

SASSARI. Il maltempo stoppa anche la carovana di Freemmos, che in questo week-end avrebbe dovuto fare tappa a Bortigali all’interno della manifestazione “Primavera nel cuore della Sardegna”. Il sindaco Francesco Caggiari ha preso questa decisione per evitare rischi ai visitatori e agli artisti e insieme alla Fondazione Maria Carta sta già lavorando per recuperare al più presto la data: una soluzione possibile è andare direttamente a metà giugno. La manifestazione itinerante contro lo spopolamento comunque non si fermerà: in calendario c’è già un’altra data fissata per il 7 luglio a Siligo, paese natale di Maria Carta.

Il 25 aprile intanto Freemmos ha festeggiato un anno di incontri e concerti tornando dove tutto è cominciato: a Monteleone Rocca Doria, il più piccolo Comune della provincia di Sassari . È stata l'occasione per tracciare un primo parziale bilancio su un problema che investe numerosi centri della Sardegna in una giornata fatta da dibattiti, testimonianze, musica e sapori. Quanto si sta spopolando la Sardegna? Il fenomeno è vero che investe soprattutto i piccoli centri e l’interno dell’isola. I numeri generali però dicono anche altro. Lo ha spiegato Alessandra Arru (SSEO - Osservatorio delle Dinamiche Sociali ed Economiche della Sardegna), che nel suo intervento è partita da una domanda: il fatto di essere un’isola è di per sé un problema? La risposta è che basta vedere quello che accade altrove. I trasporti e la continuità territoriale sicuramente incidono parecchio. E poi errate politiche di sviluppo: il turismo, per esempio, è solo al terzo posto come quota del Pil isolano, dopo agricoltura e quello che rimane dell’industria. La Sardegna, allora, subisce un calo complessivo della popolazione: il saldo morti-nascite dice che si perdono 5mila abitanti all’anno. Il trend, come noto, riguarda soprattutto i piccoli paesi e le zone interne, con uno spostamento continuo di abitanti verso le coste.

«Monteleone Rocca Doria – ha detto Alessandra Arru – si trova in una delle zone che maggiormente soffrono di spopolamento, dove Padria rappresenta il caso più grave. Unici posti che godono di buona salute nel nord dell’isola sono Alghero e Sassari, più Usini, Tissi e Ossi che hanno visto crescere la popolazione, Stintino e Bosa. La Sardegna sarà l’isola
europea con il più grave decremento demografico, mentre altre isole del Mediterraneo stanno meglio come le Baleari, che con una superficie molto ridotta rispetto alla Sardegna nel 2080 avranno un milione e mezzo di abitanti, mentre noi saremo un milione: oggi siamo un milione e 600 mila».

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