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Pranu Mutteddu

Pranu Mutteddu

Alla ricerca dello spirito  magico delle pietre  

Li vediamo presenti, immanenti, pietrificati. I grandi monumenti della Sardegna preistorica sono lì da millenni, suscitano domande e le risposte sono spesso tecniche e fredde. Ma da un po’ di tempo in tanti cercano un nuovo approccio con queste vestigia di pietra alla ricerca di un equilibrio con la natura e il cosmo che forse i nostri antichi progenitori conoscevano e coltivavano meglio di noi. Una relazione con l’antichissimo attraverso le esperienze della New Age – ricerca mistica e spirituale nata negli anni ’60 – che in molti oggi rifiutano perché snaturata dalla commercializzazione, oppure con l’approccio del mindfullness. Una strada per la conoscenza di se stessi attraverso la percezione profonda di impulsi ed emozioni che provengono da una diversa attenzione nei confronti della realtà. Quali sono i luoghi dell’isola dove – con un po’ di concentrazione e abbandonando per un giorno gli occhiali moderni – vivere queste particolari esperienze?

Un itinerario da consigliare è quello che coinvolge Su Nuraxi di Barumini, il Nuraghe Arrubiu di Orroli – monumenti assolutamente da non perdere e facilmente raggiungibili dalla 131– e che porta a uno dei siti che trasmettono in maniera più forte la relazione tra uomo e cielo, terra e cosmo: Pranu Mutteddu, risalente al periodo Finale-Calcolitico (3200- 2600 a.C.) e della cultura di “Ozieri” del Neolitico. Il parco archeologico di Pranu Mutteddu si estende su una vastissima area ricca di boschi di lecci e querce, con un’estensione totale di circa 200 mila mq. Un altopiano del Gerrei su un’estesa piattaforma arenacea e scistosa con delle dolci colline che dominano le pianure della fertile Trexenta. Basta lasciarsi alle spalle la trafficata 131 per trovarsi, dopo meno di mezz’ora, immersi in un silenzio ricco di fascino. Il parco è dotato di tutti i servizi e di un’area per i picnic.

È possibile visitare i monumenti con orario continuato dalle 8,30 alle 20 nel periodo estivo accompagnati da personale competente e multilingue. La visita notturna durante particolari eventi è veramente ricca di fascino. La presenza di numerose tombe e menhir fa pensare ad un utilizzo del sito in funzione di riti sepolcrali e religiosi, collegati al culto degli antenati. Nel complesso archeologico c’è la più alta concentrazione di menhir che si conosca in Sardegna (circa sessanta, variamente distribuiti in coppie, allineamenti o gruppi) che gli ha procurato il nome di Stonehenge sarda (ma molto più antica del sito inglese). Un luogo dalla profonda religiosità legato al culto dei morti già da epoche remote come testimoniano le Domus de Janas sul roccione di Genna Accas.

Il fatto che i monumenti sorgano su un’area immersa nel verde, ricoperta di alberi secolari regala in questo periodo la meraviglia della primavera sarda. Un’esplosione di colori e profumi che rendono unico lo scenario naturale di Pranu Mutteddu e che ancora di più ci aiuta a immergerci nella particolare atmosfera del sito. Per gli archeologi un sofisticato calendario costruito per prevedere i moti lunari e pianificare l’anno agricolo con un’incredibile precisione. Un centro di sepoltura e rinascita costruito, secondo la convinzione di Mauro Aresu, «su un luogo peculiare dove le forze e le energie che provengono dalla terra e il rapporto con il passaggio degli astri in determinati periodi creano delle condizioni particolari che influiscono sul rapporto tra i due emisferi del cervello. Condizione che aiuta la capacità sciamanica di aprire porte della conoscenza e della comprensione della realtà altrimenti chiuse e che la mente moderna ha perduto». Mauro Aresu, presidente dell’associazione “Uomo Natura Energia” di Palau, è un pioniere dell’approccio non convenzionale all’archeologia, è da sempre impegnato nella riscoperta dell’armonia tra l’essere umano e le energie che lo avvolgono. Pranu Mutteddu è anche tra i percorsi di Ilaria Montis, archeologa, guida turistica e insegnante di mindfullness che con la sua “Sardegna sacra” propone itinerari dove alla conoscenza storica e scientifica viene affiancato anche un viaggio esperenziale, la meditazione e la musico-terapia.

Nell’itinerario proposto da Sardegna Sacra oltre alla spiegazione del sito si approfondisce la storia del megalitismo in Sardegna nel Neolitico e nell’Età del Rame. La giornata prosegue con la visita allo spettacolare Nuraghe
Arrubiu, il “gigante rosso” così ricco di fascino. «Tento di andare al di là delle informazioni per avvicinare tutti il più possibile a comprendere il senso originario di questi luoghi – spiega Ilaria Montis –, integrando questa consapevolezza nella nostra vita quotidiana».



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