Incoronati al Forte i migliori cuochi d’Italia

Assegnati nel resort di Pula gli Oscar della cucina per il 2017: tra i primi cento anche cinque ristoranti della Sardegna

CAGLIARI. Baccalà, riso, tonno, coniglio, tartufo. Prodotti del made in Italy a siglare senza esitazioni il concorso nazionale Chef awards. Con una finale mozzafiato, tra sapori, accostamenti, sospiri. Dai mille e settanta ristoranti selezionati per gli Oscar della cucina - da Lampedusa ad Aosta, passando per la Sardegna: cinque super cuochi isolani in prima fila nel 2017-nella Sala bianca del Forte Village sono stati proclamati i migliori cento cuochi del Paese.

Una sorta di messa laica, con riti, suggestioni e raffinatezze impensabili. Fin dall'aperitivo a bordo piscina Oasis, finemente arredata. E con un filo di apprensione tra i partecipanti, al resort di Pula è stata una corsa nella corsa. I re dei fornelli, più o meno emozionati, si sono sfidati a distanza come tanti scolaretti all'esame di fine anno. Se la scrematura ha premiato le indicazioni on line dei clienti, il concorso ha esaltato maestria e abbinamenti, fantasia e tradizione. Il tutto, in salsa tricolore. Con le eccellenze grandezze sarde del mangiare e bere al top nel 2017 sul podio. Dall'Antica Dimora del Gruccione di Santu Lussurgiu, chef Sara Congiu, al Bdo restaurant di Giuseppe Vaccaro a Quartu, agli Amici di Sa Ide e S'Ollia di Cagliari con i fratelli Finetti in cucina, il Lanthia resort restaurant di Santa Maria Navarrese, chef Gabriele Puddu, alla Trattoria Moderna il Mattacchione di Olbia con Giuseppe Barracu ai fornelli. Per i sacerdoti isolani applausi e abbracci. Al Forte, con il supporto degli staff guidati dallo chef executive Paolo Simioni (una Stella Michelin) e i maitre con a capo Giuseppe Collu, gli Oscar per il 2017 ai ristoranti suddivisi per categoria e coinvolti nelle portate della cena di gala. Best chef donna è Simona De Castro del ristorante Monticelli Saperi e Sapori (Campobasso) con il piatto “I sapori della terra: il tartufotto”. Best chef rivelazione è Luca Gragnano del Seafood Restaurant (Milano) con “Elegante confusion: gambero in leggera marinatura al ginepro in crosta di mandorle, con pancia di maialetto al mirto sous vide e crema di polenta gialla”. Best chef over 30 è Fabio Molinari, del Tamata (Isola d'Elba) con “Submarine in black: riso nero ai sapori di mare”. Sul tema, l'omaggio della Federazione italiana cuochi che ha presentato il piatto “Benvenuti in Sardegna-Fregola sarda con gamberi”. Da leccarsi i baffi. La giuria ha premiato Luca Cavallini del ristorante omonimo di Macerata quale “Best chef bio” con il piatto che lo promuove Ambasciatore italiano all'estero: “Baccalà mediterraneo”. Mentre Simone Ciccotti, Antica Trattoria San Lorenzo di Perugia, è stato premiato Best chef sostenibile per la ricetta “Tu vo fa l'americano: Ri-tonno di coniglio con tonno rosso tonnato con fave di cacao e liquirizia, confit di coniglio con animelle al fieno di finocchietto, ghiaccia di grano saraceno e guacamole” lo ha visto diventare nella Sala bianca, Ambasciatore italiano all'estero.

Un evento che ha sposato la valorizzazione del cibo tricolore e promuove gli chef e le ricette basate sull'autenticità della tradizione e la qualità dei prodotti nazionali. Il Forte, scelto come oasi di eccellenza, ha risposto al top, con il direttore marketing Marco Lucrezi che
ha premiato Best chef uno dei santuari del cibo in Italia, il Ristorante da Vittorio dei fratelli Cerea a Bergamo. Una serata - patrocinata da Regione Sardegna e l'opera delle Federazioni Cuochi, Pasticceri e Associazione sommelier isolane - che ha spostato i confini del mangiar bene.

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