Un paese in festa nel nome di Pinuccio Sciola

San Sperate celebra nel week-end il Festival Sant’Arte, nato da un’idea dello scultore scomparso nel 2016

CAGLIARI. L'idea era stata lanciata da Pinuccio Sciola, l'artista dei murales e delle pietre da suonare scomparso due anni fa. «Ci vorrebbe una festa- queste le sue parole-, Come quella che si fa ai santi, la festa di Sant’Arte. L’unica festa del calendario da festeggiare tutti i giorni dell’anno. Perché è l’unica festa che salva l’uomo dall’appiattimento mentale!». Ora quella festa c'è. Ed è un festival di tre giorni, a San Sperate, dal 25 al 27 maggio. Si chiama- quasi inutile dirlo- festival di Sant'Arte.

Si comincia con un convegno che affronta il personaggio- come ha sottolineato Rita Pamela Ladogana, storica dell’arte dell’Università di Cagliari- in una dimensione nazionale e internazionale. Con documenti e studi che parlano dei “ponti” disegnati da Sciola con il resto del mondo. Ma poi si passa alle cose da fare con le mani, lo strumento operativo dell’intelligenza e della creatività. L'occasione è il mezzo secolo di vita dei murales a San Sperate. Era il 1968 quando Sciola, giovanissimo, iniziò a riempire i muri del suo paese di calce. Per poi colorarli. Una azione artistica che va inquadrata nel contesto politico dell'epoca: non un semplice abbellimento, ma la pittura che diventa sociale, condivisa da tutta una comunità. I laboratori del festival proveranno a raccogliere eredità e spirito. Non c'è l'artista che crea e gli altri che ammirano e applaudono. Ma le due parti si mescolano. Con gli spettatori che si sporcano le mani e impastano e dipingono. Arte, ma anche un'occasione anche per fare il punto sul possibile sviluppo turistico-economico-culturale del centro a pochi chilometri da Cagliari. Perché, come ha ricordato la direttrice della Fondazione organizzatrice Maria Sciola prendendo le parole in prestito dal padre Pinuccio «si può vivere di bellezza». Tanti appuntamenti in programma. Il festival di arti visive è promosso dalla Fondazione Sciola in collaborazione con l'Universitá di Cagliari e il contributo di Fondazione di Sardegna e Comune di San Sperate. E con il patrocinio del Ministero dei beni culturali e dell'assessorato regionale della Cultura.

Filo conduttore è il tema “Ambiente e storia, arte e racconto”. La tre giorni del Festival si aprirà venerdì 25, con un convegno di studi dal titolo “50 e Oltre. Paese Museo, l’Utopia possibile”. Tra gli ospiti anche il filosofo Diego Fusaro e le rappresentanti della Biennale di Cerveira, in Portogallo, Margarida Barbosa e Ana Vale Costa. «Un momento per noi importante – ha spiegato Tomaso Sciola, vicepresidente della Fondazione –. Una festa, ma anche un momento di riflessione sull'arte. Un punto di partenza anche turistico: il preludio è stato a settembre, il festival si fa a maggio. A inizio stagione, ma senza confonderci con le tante feste estive». Il paese museo è tappa fissa di visite di croceristi e scolaresche. Ma- hanno sottolineato il sindaco Enrico
Collu e l'assessore alla Cultura Emanuela Katia Pilloni- c'è uno sforzo collettivo per fare sempre meglio. Tanti i laboratori in programma: suoni, pittura, lavorazione di argilla. Il Festival di Sant’Arte si concluderà a con la parata tra le vie del paese e la cena conviviale in strada.

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