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L'intruso. Manuelle Mureddu: Harry Potter: un capolavoro. E dove non ti aspetti ci sono anche gli stregoni sardi

L'intruso. Manuelle Mureddu: "Harry Potter: un capolavoro. E dove non ti aspetti ci sono anche gli stregoni sardi"

Nei primi anni duemila avevo vent’anni, guardavo i film di Olmi, leggevo Dostoevskij, Mereu e ascoltavo 2Pac. Volevo fare i fumetti, ero arrabbiato e cercavo una voce. Potete ben capire che, quando...

Nei primi anni duemila avevo vent’anni, guardavo i film di Olmi, leggevo Dostoevskij, Mereu e ascoltavo 2Pac. Volevo fare i fumetti, ero arrabbiato e cercavo una voce. Potete ben capire che, quando il mondo venne tappezzato con il volto di un ragazzino con gli occhiali da merendone, su di me non ebbe alcun effetto. I film di Harry Potter? mi annoiavano. I libri? Neanche messi in conto. Ero completamente immerso in Philip K. Dick, in Dennis Lehane e in mille altre passioni, più o meno stabili, per appassionarmi a storie di ragazzini e magia. Ed è forse proprio per magia che mi ritrovo, nel lungo inverno del 2018, con in mano il primo libro della serie. Amore a prima vista. La mia passione per i saggi, e dunque la mia predisposizione a leggere per imparare qualcosa, è forse all’origine della più grande rivelazione che la saga ha avuto su di me. Una notte, mentre leggevo il secondo libro della serie, Harry Potter e la camera dei segreti, mi sono imbattuto in una notizia clamorosa. Durante una lezione di storia della magia tenuta dal professor Binns, viene citato un Sottocomitato di Stregoni Sardi attivo nel 1289 (Subcommittee of Sardinian Sorcerers nella versione originale). L’indomani telefonai a tutti i potteriani sardi di mia conoscenza per scoprire che nessuno aveva dato il minimo peso a quel passaggio. Colsi l’occasione di un evento al quale ero stato invitato, il Giocomix, e con lo scrittore Andrea Pau, realizzammo logo, spilla e sito web www.sardiniansorcerers.eu con l’intenzione di regalarlo a tutti gli appassionati del mondo di Harry Potter. Sarebbe bello che diventasse un luogo dove incontrarsi per scambiare idee, disegni e condividere l’amore per la saga. Ma torniamo a noi. Mettetevi nei miei panni. Dopo aver snobbato per anni e anni l’opera di J. K. Rowling, oggi mi trovo qui a suggerirne la lettura. Perché? Perché suggerire dei libri così popolari e, apparentemente, per ragazzini? I motivi sono tanti. Ve ne dico un paio. La saga è ambientata in un mondo vecchio che sta per implodere, che cova ferite antiche e disparità sociali insanabili. I tre protagonisti sono archetipi narrativi perfetti. Harry, orfano di due genitori molto in vista, si muove in un universo che non conosce ma dove, suo malgrado, è molto famoso. Ron, proviene da una famiglia di maghi dal sangue puro, ma povera. Ha una miriade di fratelli, tutti abili in qualcosa, tranne lui. Hermione, nata da babbani
(i non maghi), studia come una matta fino a diventare la prima del suo corso, per guadagnare agli occhi degli altri l’accredito sociale che la vita non gli ha dato. Ecco, quel senso di eterna inadeguatezza rispetto al mondo che ci circonda, non è forse la storia di tutti noi?



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