Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

Circoli di lettura, una tendenza tutta al femminile

La scrittrice Vanessa Roggeri

Un fenomeno in forte crescita anche in Sardegna che nasce dal bisogno di condividere emozioni

Quando si parla di libri e del complesso mondo dei lettori, e si cerca di farlo dati Istat alla mano per fornire, è il caso di dirlo, una chiave di lettura che sia il più possibile aderente alla realtà concreta, ciò che emerge è un panorama sconsolante denso di contraddizioni. Gli italiani, si sa, non sono un popolo di lettori: una famiglia su dieci non ha nemmeno un libro in casa. La ricerca Istat ci racconta di un’Italia che non ha tempo per leggere o che non trova nei libri un hobby apprezzabile quanto chattare o guardare la tv. Eppure, se la percentuale dei lettori è in calo, falcidiata dallo stress dei tempi moderni, la produzione dei libri è in netto aumento: circa 66 mila titoli pubblicati nel 2017, di cui oltre 19 mila romanzi di narrativa italiana e straniera, una produzione venti volte superiore, ad esempio, a quella del 1980. Una quantità soverchiante rispetto alle possibilità di scelta del lettore medio, un andamento che sembra ignorare le più elementari regole della domanda e dell’offerta.

PAGINE DA AMARE. È interessante notare però che a questa contraddizione macroscopica sottendono altri paradossi che in Sardegna – decima nella graduatoria delle regioni che leggono – vanno delineandosi come un vero e proprio fenomeno sociale e culturale degli ultimi anni. Se da una parte si leggono meno libri perché ci sono meno lettori, dall’altra si moltiplicano i circoli di lettura che incentrano le proprie attività programmate e ritualizzate sui libri. Libri amati in quanto contenitori di storie, oggetti di culto, trofei da custodire e collezionare. Il paradosso tuttavia può trovare un punto di conciliazione se si considera che in Italia le donne sono la maggioranza dei lettori – 47,1% contro una popolazione maschile di lettori pari al 33,5% – e che quello dei circoli letterari è un fenomeno guidato e sostenuto proprio dalle donne. Questo fatto in realtà non deve stupire perché per esperienza posso dire che l’approccio alla lettura da parte dei lettori e delle lettrici si differenzia radicalmente su una questione che molto spiega del fenomeno in esame: la vocazione di queste ultime alla condivisione. Perché un romanzo non è mai una semplice storia, è piuttosto un concentrato di emozioni, un’esperienza di vita che spinge alla discussione e all’analisi, ma soprattutto al passaparola affinché altri lettori possano godere dello stesso piacere suscitato dalla lettura di un buon libro.

PASSIONI CONDIVISE La società sta cambiando, molte usanze del passato che spingevano all’aggregazione si stanno perdendo e sembrano trovare la loro naturale evoluzione in questa realtà sociale relativamente nuova. È vero che i circoli letterari nascono con lo scopo precipuo di condividere l’amore per i libri, ma allo stesso tempo soddisfano il bisogno umano di far parte di un gruppo animato dai medesimi interessi e dal desiderio di narrazione orale, oltre che scritta. Rinsaldano i rapporti già costituiti tra le partecipanti e favoriscono la nascita di nuove amicizie. Scrivere è un mestiere solitario e intimistico, tuttavia il mondo dei lettori che gravita intorno ai libri è fatto di comunicazione, di complicità, di solidarietà, di molteplici attività ricreative spesso di natura conviviale. Nella maggioranza dei casi le iscritte al circolo si ritrovano una volta al mese per confrontarsi sul libro prescelto per la lettura. Quando diventa possibile, l’incontro con gli autori rappresenta il coronamento necessario di un percorso di comprensione. Durante la lettura il lettore immagina l’autore, la sua vita, ma soprattutto sente il bisogno di capire se egli è ciò che scrive. Il lettore è sensibile e molto esigente: capirà se l’autore è personaggio o persona. I sentimenti vissuti attraverso la storia letta si riverberano sul suo creatore in una sorta di transfert emozionale; a questo punto, per poter apprezzare pienamente il romanzo, diventa necessario riscontrare la genuinità dello scrittore, la mancanza di filtri e sovrastrutture artificiali.

NEL NOME DI AUSTEN Per parlare di tutti i circoli letterari presenti in Sardegna occorrerebbe operare un censimento in constante aggiornamento. In molti casi sono gruppi che si appoggiano alle biblioteche comunali, mentre quelli che constano un numero importante di iscritti presentano un’organizzazione ben strutturata. L’esempio ormai più noto è “Il club di Jane Austen Sardegna”, un’associazione culturale tutta al femminile nata a Villacidro nel 2014, ispirandosi alla omonima scrittrice inglese. Inizialmente contava venticinque iscritte, oggi ne vanta 440, sedi a Cagliari, Nuoro e Sassari e il prestigioso patrocinio dei Beni Culturali, in particolare del Cepell, l’istituto che si occupa della promozione della lettura. Le partecipanti si ritrovano con frequenza mensile e integrano le loro attività con dibattiti, incontri con gli autori e animazioni in costume Regency.

SALOTTO LETTERARIO. A Donori invece il circolo dei lettori si chiama “Il salotto letterario”, un luogo ideale e fisico per gli amanti dei libri, nato nel 2015 per volontà di un gruppo di lettrici legate alla biblioteca. Conta venticinque iscritte ma il numero dei partecipanti agli incontri mensili varia e cresce di volta in volta, specialmente adesso che il circolo, grazie a una concittadina emigrata in Australia, ha stabilito un gemellaggio con un gruppo di lettori dell’università di Canberra. La collaborazione tra i due circoli posti agli antipodi del pianeta prevede la partecipazione alle stesse letture e la trasmissione via Skype degli incontri con gli autori che avvengono a Donori. A Sardara le iscritte dell’associazione “Condilibriamo”, nata appena due anni fa, hanno pensato di promuovere la lettura inaugurando a maggio scorso due postazioni di book-sharing, un servizio che va a beneficio di tutta la comunità e che concretizza quello che è l’ideale principe dei vari club e circoli letterari: la condivisione materiale dei libri, la condivisione delle storie.

VIAGGI E STAFFETTE. Ancora più singolare e interessante è il circolo letterario diffuso che comprende le “Letturine”, lettrici sparse in tutta Italia, un fenomeno nato a Cagliari per desiderio della sua ideatrice Silvia Lecca. Tutto è iniziato con un libro partito dal capoluogo sardo e rimasto in “viaggio”, di lettrice in lettrice, per tre anni ininterrotti. Oggi il circolo conta oltre sessanta “Letturine” e un numero imprecisato di romanzi impegnati nella staffetta. A volte ritrovarsi a far parte di un gruppo che condivide la stessa passione può dare il coraggio per realizzare i propri sogni. È accaduto a Ilaria Pintus, contabile da una vita, “Letturina” nonché iscritta al “Club di Jane Austen”, innamorata dei libri al punto da abbandonare tutto e insieme a Cristina Batetta, lettrice conosciuta nel Club, aprire a Selargius la propria libreria. Perché leggere è una cosa seria. I libri sembrano piccoli, dentro però sono immensi. Proprio come il cuore dei lettori.