All’AAAperto di Aggius l’arte contemporanea che sognava Maria Lai

Il borgo gallurese si arricchisce di nuovi spazi museali, inaugurazione del percorso open air

AGGIUS. Era l’ultimo sogno nel cassetto di Maria Lai, pensato e voluto durante il suo soggiorno ad Aggius, dieci anni fa. Un grande museo all’aperto frutto dell’interazione tra l’artista, il paese e la sua gente. Un luogo dove tessere, dipingere, scolpire e raccontare liberamente la propria visione del mondo, in sinergia con il vivere lento del centro storico. E poi una quinta naturale dove le pareti di granito potevano fungere da tavolozza, telaio e teatrino a disposizione della fantasia inarrivabile dell’artista di Ulassai. Insomma, la logica prosecuzione di una esperienza di partecipazione popolare iniziata con “Legarsi alla montagna” proprio a Ulassai, nel 1981.

Questo (e altro) è AAAperto, il nuovo Museo di arte contemporanea di Aggius, terza declinazione museale del piccolo paese-gioiello dell’alta Gallura, uno dei borghi d’eccellenza d’Italia, che già conta nel suo patrimonio culturale il Museo etnografico Meoc e il Museo del banditismo e che ora allarga il suo orizzonte e la sua prospettiva artistica. Il nuovo museo di Aggius sarà inaugurato sabato 9 giugno, alle 17.30, in piazza Alvinu, punto di partenza del percorso open air articolato in tre direzioni parallele. La prima riguarda i 14 “Telai” realizzati sulle pareti del centro storico da Maria Lai dieci anni fa per “Essere è tessere”. La seconda è la mostra fotografica permanente “Dove c’è un filo c’è una tracccia”, curata da Mario Saragato per celebrare attraverso le immagini di 14 fotografi, non solo “il tappeto” e tutta la tessitura – simbolo della tradizione di Aggius – come movimento d’arte, ma anche il ruolo della donna, della tessitrice, come portatrice di cultura. Quattordici fotografi che tra marzo, aprile e maggio sono stati ad Aggius con i loro obiettivi. Le loro opere fotografiche sono state esposte lungo le vie e le piazzette del paese calcando le orme del percorso di “Essere è tessere”, cioè vicino ai “Telai” di Maria Lai ma senza mai invaderne lo spazio. Infine, la terza direzione è il percorso di arte contemporanea che raccoglie opere realizzate di anno in anno dai grandi artisti ospiti del museo: ancora Maria Lai, ma anche Giovanni Campus, Narcisa Monni, Rosanna Rossi, Josephine Sassu, Zaza Calzia, Vittoria Soddu. In più tre grandi opere di street art appena ultimate dal cagliaritano Tellas.

È evidente che tutto parte dal soggiorno di Maria Lai ad Aggius tra il 2006 e il 2008 culminato con la mostra-esperienza “Essere è tessere”, esattamente dieci anni fa: 14 installazioni, proiezioni, musica, poesia e tessitura. Un vero e proprio happening collettivo tra le vie del paese in cui abitanti, visitatori e turisti si unirono nel grande gioco ideato da Maria Lai. «Per tutti era stato un viaggio attraverso la riscoperta delle tradizioni del paese – ricorda Maria Teresa Mura, presidente dell’associazione culturale Museo di Aggius – l’evento si trasformò in un percorso conoscitivo: gli abitanti del paese videro le vie e le piazze trasformate, inedite. I turisti scoprirono un paese che racconta se stesso con lo stupore e le imprevedibilità di una grande artista. Da quel momento la consapevolezza che l’arte contemporanea avrebbe dovuto continuare a contaminare il nostro paese e i nostri

musei e che qui avrebbe però avuto la particolarità di essere fortemente ispirata dal territorio, dalla sua gente e dalla sua cultura. Volevamo, insomma, che ogni artista conoscesse la nostra realtà e che la interpretasse».

@marcobittau. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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