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Tre giorni insieme a Zagor Fumetti, storie e avventure

Dal 15 a Viddalba raduno nazionale degli appassionati del fumetto della Bonelli Incontri con disegnatori e autori in una foresta di Darkwood replicata fedelmente 

SASSARI. In paese ormai tutti lo chiamano Zagor. Perché la passione per il noto fumetto Bonelli si è trasformata anche in un evento collettivo. L’anno scorso Fausto Serra si è inventato, a Viddalba, il primo “Rendez-vous degli amici di Zagor”. Iniziativa unica nel suo genere che ha riscosso un bel successo. Motivo più che valido per replicare, con la possibilità di lavorare con più tempo e convinzione all’organizzazione di una rassegna che vuole incrociare la passione per il fumetto all’idea di promozione di un territorio. Ecco così costituirsi l’associazione Amici Zagoriani, pronta adesso a guidare il pubblico nel ricco programma della seconda edizione del “Rendez-vous degli amici di Zagor”. Dal 15 al 17 giugno, tre intense giornate alle Terme di Casteldoria con protagonisti disegnatori e sceneggiatori Bonelli e la possibilità, per i cultori del fumetto e non, di partecipare a una serie di attività sportive non agonistiche ispirate alle avventure di Zagor. Senza dimenticare uno spazio dedicato ai più piccoli, con laboratori curati dall’Unicef, e momenti musicali, in particolare il concerto in programma il sabato sera del cantautore Graziano Romani.

VIAGGIO A DARKWOOD. Accampamento, cimitero indiano, capanna di Zagor. Tutto ricostruito con dovizia di particolari per trasformare la località di Li Caldani nella foresta di Darkwood, teatro delle avventure del personaggio ideato nel 1961 da Sergio Bonelli con lo pseudonimo da sceneggiatore Guido Nolitta. Lo raccontano con estrema soddisfazione Fausto Serra e Marco Mannazzu, presidente e vice presidente dell’associazione Amici Zagoriani, alla conferenza stampa di presentazione alla Libreria Azuni. Con indosso, manco a dirlo, una maglietta rossa raffigurante all’interno di un cerchio giallo sul petto l’uccello del tuono.

IN MEZZO ALLA NATURA. Un fumetto dall’anima ecologista, strettamente legato alla natura. E quella del territorio di Viddalba sarà al centro del raduno zagoriano. L’obiettivo dichiarato, con il pretesto della passione per la lettura delle storie disegnate, è in fondo quello di promuovere il luogo. Un’idea venuta in modo naturale a Fausto Serra: «Perché Zagor – spiega – contiene tutto quello che il nostro territorio ha già e dovrebbe valorizzare». Ecco quindi, ispirandosi alle avventure dell’eroe bonelliano, l’idea di organizzare discese in canoa sul fiume Coghinas, passeggiate a cavallo, trekking. E ancora attività come il tiro con l’arco, la carabina e anche la scherma con delle brevi lezioni che saranno tenute dal campione di pentathlon Fabio Poddighe.

I FUMETTISTI OSPITI. A parlare di Zagor ci saranno diversi autori Bonelli. La casa editrice che ha pubblicizzato l’evento nel suo sito ufficiale, attraverso Facebook e con un richiamo negli ultimi due numeri mensili della serie. Tra gli ospiti i disegnatori Mauro Laurenti, Marcello Mangiantini e Walter Venturi, quest’ultimo presente già l’anno scorso e tornato a Viddalba in seguito per un progetto con le scuole del paese. E poi la sceneggiatrice, piemontese ma di chiare origini sarde, Gabriella Contu che è stata la prima donna a scrivere una storia di Zagor.

Non hanno lavorato al personaggio, ma fanno parte della squadra Bonelli, anche i fumettisti Antonio Lucchi e Bruno Enna. Entrambi sassaresi come Emiliano Longobardi, titolare della Libreria Azuni, che avrà il compito di curare gli incontri. Ai quali parteciperà anche Moreno Burattini, sceneggiatore e curatore della testata di Zagor per la Bonelli.

UN MITO SENZA TEMPO. È proprio Burattini, in collegamento via skype dalla redazione di Milano per la conferenza stampa, a poter spiegare meglio di tutti le caratteristiche di Zagor e i motivi del suo successo. Non solo italiano. Perché il fumetto è apprezzato in diverse parti del mondo. «Sono stato invitato a eventi in tanti Paesi – racconta Burattini – e se c’è una cosa che accomuna i lettori di Zagor, rispetto anche a quelli di altre serie Bonelli, è la voglia di incontrarsi». Quasi un riflesso dell’anima del personaggio creato agli inizi degli anni Sessanta: «Mentre Tex – aggiunge lo sceneggiatore – non ha dubbi e incertezze, è più quadrato, Zagor si presenta come mediatore, si fa domande, e questo lo rende più umano. È anche uno dei segreti del suo successo, insieme alla trasversalità dei generi che presenta la serie. L’obiettivo di Sergio Bonelli, che si firmava Nolitta, era creare storie in grado di meravigliare sempre i lettori. E noi cerchiamo di seguire la sua grande lezione».