Vai alla pagina su la mia isola
Case a un euro: granito e tulipani, così sboccia Ollolai

Case a un euro: granito e tulipani, così sboccia Ollolai

Reality della tv Rtl 4 su cinque coppie nordeuropee impegnate nelle ristrutturazioni. Vita rivoluzionata nel piccolo centro della Barbagia

Atmosfera sonnolenta, nessuno in giro, uniche forme di vita sedute al bar centrale a consumare ichnusa. A un primo sguardo la scena che si presenta nella piazza di Ollolai, paesino di 1300 anime sperduto in Barbagia, è sovrapponibile a tutti i piccoli centri sardi. Solo che qui quegli umani non sono bassottini, compatti e con la pelle olivastra: somigliano di più a dei vichinghi, biondissimi, alti un metro e novanta e stanno sorseggiando cappuccino come aperitivo. Niente, è la nuova vita “a 50 pollici” di Ollolai, colonizzato pacificamente dalla tv olandese e da una trentina di cittadini di Amsterdam e dintorni, troupe e protagonisti del reality “An italian village” che andrà in onda a luglio in prima serata nel canale nazionale Rtl 4. Un vero e proprio choc culturale generato dall’idea per niente banale del primo cittadino Efisio Arbau di offrire le case del centro storico al prezzo simbolico di un euro per chi si impegnasse a ristrutturarle entro tre anni. Un modo dichiarato di rianimare il cuore del paesino, recuperarlo sotto il profilo strutturale e creare un indotto economico per le piccole imprese del territorio. Forse, più in prospettiva, il sogno del ripopolamento.

Reportage virale. Il bando, innescato sul web come una bomba a orologeria qualche tempo fa, aveva da subito suscitato l’interesse in Sardegna e anche fuori dai confini italiani ed era stato notato dall’emittente britannica Bbc che gli aveva dedicato un servizio. A sua volta il reportage era “rimbalzato” nella rete diventando virale e finendo in un baleno nell’agenda della produzione televisiva olandese. Si trattava di una ghiotta occasione per costruire un reality di successo, format in cui il canale è specializzato. Così a gennaio Rtl 4 ha avviato il casting: i concorrenti dovranno impegnarsi a ristrutturare le case assegnate a un euro da qui a due mesi e mettere in pratica un “progetto di vita”, un’attività lavorativa a Ollolai. Della serie “lascio tutto, cambio vita”. Da aprile le cinque coppie selezionate si trovano tutte in paese impegnate nella preparazione per l’inizio dei lavori. Circolano come se niente fosse fra le facciate in granito e salutano con larghi sorrisi i rari passanti. Seduta nel cortile pieno di gerani c’è zia Peppa, i capelli raccolti in una crocchia, la gonna nera lunga.

Probabilmente è fra i superanziani studiati dal Cnr per scoprire il segreto della longevità: «Sono contenta che ci siano questi giovani. Noi li abbiamo accolti bene, se gli serve qualcosa li aiutiamo. Sono gentili. E Diederik, o comente si narada, l’avete visto?», chiede alle responsabili del Comune. Diederik Braet lo incontreremo poco dopo con una pistola sparasilicone in mano e alcuni barattoli di tinta. È arrivato a Ollolai con la moglie Brenda e la figlioletta Chloe di 17 mesi. Il loro progetto di vita è creare una fattoria didattica.

Il murale. Per il momento questo quarantenne di Amsterdam sta eseguendo il compito che ogni settimana il Comune gli assegna per abbellire il paese: deve realizzare un murale vicino al cimitero. Ci mostra le bozze tutto contento e prosegue per la sua strada. Gli altri concorrenti al momento sono impegnati nelle riprese del reality e non ci si può avvicinare. Nella via parallela c’è la casa assegnata a Paul Wilhelm Hendrikus Bax: dal vano della finestra lo si vede con la mazzetta in mano che stacca il vecchio rivestimento del bagno. Sorridente, due metri di bellezza nordeuropea, cerca di parlare in italiano, gli piace ed è necessario, dice. Perché lui, fisioterapista, e la moglie Chantal vogliono creare un centro di riabilitazione per gli olandesi che desiderino abbinare un soggiorno rigenerante, in mezzo ai boschi di lecci che circondano il paese, alle terapie. Per il momento Paul, in segno di riconoscenza, sta offrendo massaggi a un euro agli ollolaesi. Joey van Essen e la consorte Danielle van den Heerik invece hanno in mente di organizzare matrimoni in queste location esotiche mentre altri due concorrenti, Marcello Carlino e Sandra Liebe, distillatori di mestiere in Olanda, vogliono replicare l’impresa in Barbagia, dove non mancano le materie prime e la passione per il buon bere. Ma il primato dell’acquisizione di case a un euro non è degli olandesi. A prendere in mano la prima abitazione assegnata, in pratica un rudere, era stato due anni fa Vito Casula di Calasetta. «Con mia moglie ci siamo innamorati nella zona tanto tempo fa, quando venimmo in viaggio di nozze. Da allora siamo sempre tornati qui tutti gli anni e quando abbiamo visto il bando sul giornale abbiamo fatto la domanda in cinque minuti». La casa è diventata un gioiellino e adesso i proprietari decideranno cosa farne.

«Il valore aggiunto di questa impresa – ha aggiunto l’assessora alla Cultura del Comune Maria Laura Ghisu, che fa anche parte della giuria del reality – è che il signor Vito ha utilizzato materiali e manodopera locali, dando valore alla nostra economia». Il costruttore di Calasetta – questo il suo mestiere prima di andare in pensione – “denuncia” che c’è molto da fare per rendere più organizzato il sistema di approvvigionamento dei materiali. Sarebbe un peccato perdere un’occasione come questa di uscire da un isolamento durato troppo tempo. Anche perché, sulla scia del successo amplificato dall’iniziativa mediatica olandese, le richieste per avere le case a un euro fioccano da tutte le parti del mondo. «Ci scrivono da ogni luogo del pianeta – continua l’assessora Ghisu –, c’è chi è disposto a venire apposta dall’Argentina per vedere le abitazioni. Non ci aspettavamo una reazione come questa nonostante le aspettative più rosee». Così le case da assegnare si sono moltiplicate: oltre a quelle vendute ai protagonisti del reality ce ne sono altre venti, di cui cinque già “abbinate” ad altrettante coppie di giovani di Ollolai. Altre due sono state date rispettivamente a una famiglia di Sinnai e a una signora siciliana.

Svolta esistenziale. Insomma, l’idea dell’eremo in mezzo alla natura selvaggia piace a tanti, attratti dalla svolta esistenziale che una scelta del genere comporta. Per i sardi invece c’è la speranza che, con l’utilizzo di materiali nobili locali come il granito e il legname, i centri storici di tanti paesi dell’entroterra isolano vengano bonificati dall’abuso di alluminio anodizzato e dal brutto spettacolo delle facciate senza intonaco che spesso accolgono i visitatori. Intanto si è fatta l’ora di pranzo e la piazza del Comune si anima di telecamere: è la troupe di Rtl 4 che sta realizzando riprese di dialoghi tra le persone del paese, tra cui alcuni giurati. Il set attira l’attenzione dei turisti che sempre più spesso si aggirano in centro a piedi o con i camper. Alcuni cercano di capire cosa sta succedendo, altri sono arrivati a Ollolai proprio per vedere com’è e avere informazioni sul “business” delle case a un euro. I giovani operatori e i responsabili della produzione si sono già seduti su una panchina e stanno mangiando il pranzo take-away preparato dal ristorante vicino. Una svolta anche per gli operatori commerciali dunque, che non si sono fatti intimidire dalla presenza degli alieni ma anzi ne hanno approfittato per cercare di accontentarli, anche nelle richieste più bizzare, almeno per queste latitudini: «All’inizio ci chiedevano il caffè all’americana – racconta divertito Pierdomenico del bar Centrale –. Adesso tra cappuccini a tutte le ore e acqua tonica ci siamo specializzati. Birra? No, strano ma ne consumano proprio poca. Però sono gentili e stanno cercando di imparare l’italiano». La sera la “movida” si sposta sul lago di Gusana dove la troupe e le famiglie stanno soggiornando in questo periodo e dove rimarranno fino a metà agosto quando è prevista la conclusione del programma. Il premio per il primo classificato è di 20mila euro che dovranno essere riutilizzati a Ollolai per rafforzare l’impresa lavorativa. Tutti i partecipanti al reality dichiarano che vorrebbero trasferirsi in pianta stabile in Sardegna.

Persino Ovan Abdullah e la compagna Marije Graafsma: arrivano in piazza per ultimi e la loro comparsa non lascia indifferenti. Il look è all black, molto fashion. Insomma sono vestiti tutti di nero e stravaganti, infatti sono entrambi stilisti e qui in Barbagia vogliono impiantare un atelier.

Dichiarano, manco a dirlo, di essere rimasti folgorati dall’abbigliamento tradizionale e sono sicuri che la contaminazione porterà risultati esaltanti. E l’idea piace a tutti in un paese che ormai lancia lo sguardo oltre il Tirreno e le Alpi per disegnare il proprio futuro.
 

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Premio ilmioesordio, invia il tuo libro