Tuttestorie cerca sostegno, crowdfunding anche online

 C’è tempo ancora sino al 25 giugno per partecipare a #dinecessitàtribù, la campagna per la tredicesima edizione del festival di letteratura per ragazzi

CAGLIARI. C’è tempo ancora sino al 25 giugno per partecipare a #dinecessitàtribù, la campagna di crowdfunding della tredicesima edizione di Tuttestorie, il festival di letteratura per ragazzi in programma a Cagliari dal 4 al 7 ottobre. Si può contribuire alla realizzazione della rassegna – una delle più importanti in Italia – sia attraverso il sito www.tuttestorie.it, dove esiste una piattaforma ad hoc molto semplice da utilizzare, sia con un versamento diretto giovedì 21 giugno, quando alle 18.15 nella spiaggia del Poetto ci sarà una caccia al tesoro dal titolo “Voglio l’erba delle stelle” dedicata a giovanissimi tra i 5 e gli 11 anni d’età. Ci si può iscrivere entro il 19 giugno alla ludoteca L’Albero delle Meraviglie (388.6451120) oppure alla libreria Tuttestorie (070.659290).

La raccolta di fondi – obiettivo 15mila euro, quota raggiunta sino a ieri 9.188 euro – era stata lanciata il 25 aprile all’Exmà attraverso una giornata di laboratori e attività con Giorgia Atzeni, Camù, Francesca Cara, Renzo Cugis, Ignazio Fulghesu, Giovanni Friargiu, Gianfranco Liori, Fabio Marceddu, Antonello Murgia, Radio X, la Tana di Lunamoonda, Evelise Obinu, Emanuele Ortu, Marco Peri, Eva Rasano, Emanuele Scotto, Pia Valentinis e altri ancora.

«La scelta di chiedere, per la prima volta, un sostegno economico diffuso – spiega Manuela Fiori, di Tuttestorie – è legata alla decisione del Comune di Cagliari di escludere il nostro festival dal bando contributi per le attività culturali a causa di un banale errore materiale nella rinomina di un file, senza che la commissione sia entrata nel merito del valore della manifestazione». Al festival, finanziato dalla sua nascita e primo in graduatoria nel 2017, viene così negato un importante sostegno economico per la sua realizzazione. La stessa sorte è toccata anche ad altri. «Un bando – continua Manuela Fiori – che nasce con l’intenzione di garantire pari opportunità agli operatori culturali, rischia per eccesso di rigidità, di trasformarsi in uno strumento punitivo per gli organizzatori e per la città, che cancella dalle sue politiche culturali alcune delle sue manifestazioni di rilevanza nazionale e internazionale. E di fronte a tutto ciò non possiamo fare a meno di chiederci qual è il ruolo della politica e il senso dei bandi per attività culturali: se è quello di selezionare progetti validi per la comunità, allora il buon senso suggerirebbe la possibilità di correggere errori di forma, rilevati dall’amministrazione nei giorni successivi alla scadenza del bando. L’applicazione per analogia del soccorso istruttorio, previsto nel codice degli appalti in bandi che mettono in gioco cifre ben superiori, sarebbe un’azione dettata dal buon senso nell’interesse generale a valutare nel merito il maggior numero possibile di progetti».

La gioiosa ma complessa macchina di Tuttestorie non si è comunque fermata, al punto che al “programma scuola” del festival hanno già aderito oltre 13mila bambini. «Avremmo potuto decidere di annullare il festival – conclude Manuela Fiori – ma non lo abbiamo fatto. Per il rispetto che dobbiamo ai bambini e ragazzi, alle scolaresche e alle famiglie che da tredici anni ci seguono e agli ospiti con cui ci siamo impegnati. Il Festival Tuttestorie va avanti e per
noi, libraie indipendenti, si allarga il margine di rischio che condividiamo da sempre con gli altri operatori culturali. Il Comune di Cagliari quest’anno ha firmato la sua assenza, ma contiamo sulla presenza della tribù che da anni vuole bene al festival e vorrà sostenerci».



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