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Col peperoncino gigante Carta celebra l’Italia

Melagrane gigantesche, peperoncini enormi, grappoli d’uva di grandezza spettacolare. In quelle singolari sculture potete anche non cercare la firma. Come nella famosa banana di Andy Warhol. Si sa che...

Melagrane gigantesche, peperoncini enormi, grappoli d’uva di grandezza spettacolare. In quelle singolari sculture potete anche non cercare la firma. Come nella famosa banana di Andy Warhol. Si sa che quelle opere singolari sono di Giuseppe Carta, l’artista di Banari da molti celebrato come il più grande scultore pop del mondo. Così lo hanno definito critici d’arte come Beatrice Buscaroli e Luca Virgilio, già direttori della Biennale di Venezia. La sua arte ha conquistato artisti come Andrea Bocelli che ha voluto le sue opere prima per il Teatro del Silenzio di Lajatico e lo scorso anno ha deciso che la sua melagrana gigantesca troneggiasse di fronte al Colosseo, per due mesi, in occasione del concerto-evento organizzato, proprio al Colosseo, dalla Bocelli Foundation. Da qualche giorno la melagrana di Carta è stata sistemata all’ingresso di Pontedera, la città della Piaggio, nota in tutto il mondo. Tra qualche giorno, invece, un peperoncino gigantesco, alto un paio di decine di metri, sarà l’attrazione all’ingresso di Fico, a Bologna, centomila metri quadri dedicati al cibo di qualità. La serie dei peperoncini è piaciuta molto ai cinesi che l’hanno apprezzata durante l’apertura del consolato italiano a Chong Chi, inaugurato dal presidente del consiglio Gentiloni. I peperoncini di Carta abbellivano lo stand cinese all’Expo di Milano e sono stati oggetto di una monumentale mostra nella piazza principale di Pietrasanta, lo scorso anno.

Da settembre, poi, una scultura di 9 metri per 2,50 accoglierà i visitatori di Fontanefredda, la storica cantina del Barolo da poco acquisita da Oscar Farinetti, l’inventore di Eataly che ha voluto realizzare un monumento al Nebiolo, in bronzo e resina policroma a cera persa. «Non si poteva non omaggiare questa pianta semplice, il Nebbiolo – dice la dedica di Farinetti al monumento – che dà da mangiare a tutti noi, se non chiamando uno dei più grandi scultori al mondo, Giuseppe Carta». La melagrana è stata realizzata nel 2011 come scenografia del Teatro del Silenzio, l’evento culturale che Andrea Bocelli ha voluto dedicare al suo paese natale, Lajatico, in Toscana. La scultura vuole rappresentare una germinazione, un inno alla natura che rinasce. A realizzare un’opera importante viene chiamato nel paesino toscano, di volta in volta, un artista di fama mondiale. Nel 2011 è stata la volta di Giuseppe Carta che ha progettato e realizzato una scultura di sei metri di raggio, alta circa 8 metri. Al termine della rappresentazione Carta voleva donare l’opera alla città di Sassari che a causa di lungaggini burocratiche non l’ha mai accettata. Ma quell’opera a Bocelli è sempre piaciuta. Tanto da ottenere che venisse esposta, per due mesi, fuori dal Colosseo, nell’estate del 2017, durante il concerto-evento della fondazione del cantante. Non solo. Di quella melagrana sono stati realizzati dei modellini che Bocelli ha donato agli artisti invitati al suo gala benefico, in Versilia.

Ora quelle statuine fanno bella mostra di sé, nelle case di Sofia Loren e di gran parte delle celebrità hollywoodiane (da Nicholas Cage a Richard Gere e George Clooney).