Mamoiada punta su identità e cultura

Ieri l’inaugurazione, oggi la seconda giornata parte da Nuoro

MAMOIADA. La cultura porta ricchezza. Un investimento importante che - se ci si crede - porta lontano. Un concetto ripetuto come un mantra da molti ieri a Mamoiada durante l’inaugurazione del festival Mamumask. Tutti convinti che il riscatto delle zone interne può davvero arrivare rispetto alle discutibili scelte del passato da quell’industria pulita fatta da mostre, esposizioni, concerti e da un’agricoltura pulita. D’altronde il cammino del paese – riappacificato da antichi conflitti – proprio diciassette anni fa è ripartito con l’apertura di un museo, quello delle Maschere mediterranee, oggi una bella realtà assieme ad altri spazi espositivi del paese diventati meta anche di un turismo anche internazionale. Ora Mamoiada che oltre all’offerta museale ha puntato su una particolarmente vitale iniziativa imprenditoriale nel settore vitivinicolo (oltre venti etichette di altrettanti produttori sono un piccolo record), sull’artigianato e sull’accoglienza, tenta attorno alla sua maschera simbolo, quella dei mamuthones e issohadores, la carta di un festival internazionale sui carnevali e sulle maschere identitarie, non solo isolane.

Una tre giorni inaugurata ufficialmente ieri dai vari partner di un progetto ambizioso e di lungo respiro che di fatto rappresenta una nuova prova del nove per la comunità coinvolta davvero a trecentosessanta gradi in tante iniziative dislocate nei vari punti del paese. Dalle cantine, ai musei, alle sedi delle associazioni storiche dei mamuthones, ai locali commerciali. «Ci dotiamo di un altro appuntamento importante. Un nuovo banco di prova che fa convergere verso un unico obiettivo le energia del paese, ma anche orientato al confronto e alla crescita», ha detto il sindaco Luciano Barone. L’emozione avvolge tutta la platea riunita al Museo delle Maschere quando Mario Paffi, della cooperativa Viseras che gestisce lo spazio, ricorda l’ex sindaco Graziano Deiana recentemente scomparso. «Se oggi siamo qua lo dobbiamo anche a lui e alle sue scelte lungimiranti – ha sottolineato Paffi – . Oggi dare vita ad un festival così importante è il coronamento di un sogno che ci responsabilizza».

All’inaugurazione del festival Mamumask non sono voluti mancare due assessori regionali, quello alla Cultura Giuseppe Dessena e Raffaele Paci al Bilancio. Entrambi hanno speso belle parole per Mamoiada sottolineando come il percorso di crescita avuto dal paese negli ultimi quattro lustri non sia stato affatto casuale, ma frutto di una coesione, di una passione e di un entusiasmo formidabile capace di coinvolgere anche i più resistenti.

Elementi rimarcati anche da Agostino Cicalò, presidente della Camera di commercio e del Distretto culturale. «Finiti i campanilismi e lavorando in sinergia con attori pubblici e privati si ottengono i risultati sperati», ha detto Cicalò. In effetti il festival nasce e si rafforza proprio grazie alle sinergie
anche prestigiose come quella dell’Isre di Nuoro (qui oggi alle 12.30 sarà inaugurata la Sala delle maschere del carnevale tradizionale), ma anche con i comuni di Ottana e Orotelli, che saranno presenti con le loro maschere identitarie e i loro artigiani, e Orani con il Museo Nivola.

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