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Zagor, l’eroe dei fumetti che ancora sa far sognare

Mamme, papà ma anche tanti giovani tra i fan del 57enne Spirito con la Scure Tra gli autori Bonelli ospiti della convention Moreno Burattini e Mauro Laurenti

INVIATO A VIDDALBA. Come nella vera Darkwood, anche in quella sarda ricostruita in questi giorni ai piedi del fiume Coghinas accadono fatti molto particolari. Capita, per esempio, che al raduno dell’associazione Amici zagoriani non si ritrovino soltanto semplici cultori di fumetti, ma intere famiglie. Centinaia di mamme e papà affezionati al 57enne Spirito con la Scure e alle sue mirabolanti avventure, e intenti a trasferire alla prole il sogno incarnato dal loro eroe: difendere chi subisce ingiustizie.

Scenografia naturale. Gli organizzatori hanno pensato a tutto: le tende dei navajo, i costumi di scena, la capanna di Zagor, l’area di tiro con l’arco e quella per le carabine ad aria compressa, cavalli e pony. Un contesto perfetto per i piccoli zagoriani che hanno così potuto toccare con mano la Darkwood delle storie a fumetto. A restituire lo scenario della casa dello Spirito con la Scure, cioè le sabbie mobili e la palude intorno alla capanna, ci ha pensato la natura intorno al fiume Coghinas con il suo fitto bosco di eucalipti e il monte Ruiu a fare da cornice.

Gli ospiti. La manifestazione ha visto la presenza di sette tra disegnatori e sceneggiatori dell’eroe della Bonelli. Il più atteso tra loro era Moreno Burattini, che oltre a scrivere i testi è anche è il responsabile della testata di Zagor. L’arrivo di Burattini in Bonelli è da sogno nel cassetto. Ha cominciato scrivendo lettere alla posta di Zagor, poi ha conosciuto Sergio Bonelli in persona e alla fine gli è arrivata la proposta di cimentarsi nella scrittura dei testi. Insieme a lui nella Darkwood sarda sono arrivati anche i bonelliani Mauro Laurenti, Marcello Mangiantini, Walter Venturi, Gabriella Contu, Antonio Lucchi e Bruno Enna.

Scrivere Zagor. Ma come nasce una storia dello Spirito con la Scure? «Dipende – spiega Burattini – ci possono volere tre ore per dieci pagine. Io scrivo al computer dovunque mi trovi. Poi abbiamo un “magazzino” di storie di vari generi dal quale peschiamo a seconda di quello che vogliamo pubblicare. L’ultima che ho scritto è la storia delle strisce, il vecchio formato che abbiamo rispolverato dopo decenni».

Chi è Zagor. In Zagor c’è tutto, è difficile stancarsi. «Lui è il mio eroe – riprende Burattini –. Il mio sogno fin da bambino era scrivere le sue storie. E alla fine ci sono riuscito. Per me il segreto della vita è trovare qualcuno che ti paghi per fare una cosa per la quale tu pagheresti per poterla fare». Zagor e Tex. C’è un filo sottile che unisce il fumetto di Tex, il ranger del Texas, e lo Spirito con la scure di Darkwood. Un filo che però nelle storie dei fumetti non ha (almeno per ora) intrecciato i destini dei due eroi. «Non si può mai sapere – dice lo sceneggiatore – un vecchio Zagor potrebbe incontrare Tex. In realtà un mezzo incontro in qualche modo c’è stato: quando Zagor fa un viaggio tra i navajo e incontra una tribù, che molto tempo dopo verrà guidata proprio da Tex».

Le differenze. Al cospetto della Darkwood sarda è arrivato anche Emiliano Longobardi, il titolare della libreria Azuni di Sassari. Nel suo gazebo i fumetti e i gadget si contano a decine. I più apprezzati sono sicuramente Zagor e Tex. «Entrambi difendono il più debole cercando una risoluzione pacifica e sono aperti al confronto con tutti, buoni o cattivi – spiega il librario – ma si distinguono a livello di azione. Tex è risoluto: appena “pesa” chi ha di fronte va a colpo sicuro e non sbaglia mai. Zagor, invece, è più riflessivo, vede le sfumature. Tex è sagace e pungente. Zagor è ironico e disincantato: come al rapporto che ha col suo partner, Cico».

La kermesse. L’iniziativa degli Amici zagoriani è giunta quest’anno alla seconda edizione. La genesi, invece, la dice lunga sulla passione del presidente Fausto Serra e del resto della compagine. «Un giorno sono arrivati a Lucca – racconta ancora Burattini – che ospita la più grande kermesse d’Italia del fumetto, e si son messi a distribuire volantini. Questa cosa mi ha impressionato, li ho voluti conoscere e abbiamo fatto in modo di pubblicizzare il progetto di Darkwoord sarda nella posta di Zagor».