“Giallo noir”, mafie e la Sassari anni Sessanta

Riparte la rassegna letteraria. Mercoledì ospite sarà lo scrittore Leonardo Palmisano. A luglio l’incontro con Gavino Zucca 

SASSARI. Torna “GialloNoir - Brividi d'estate”. La rassegna letteraria della Libreria Azuni, a Sassari, dedicata al giallo e al noir giunge alla nona edizione. Due appuntamenti con il nero: il nero banditesco e di mafia di Leonardo Palmisano e il nero sassarese e giallo di Gavino Zucca, sassarese che vive a Bologna. Autori dalle voci diverse, quindi: quella colorata di Sud di Palmisano e quella garbata e ironica di Zucca. Due romanzi fortemente territoriali, legati intrinsecamente alle ambientazioni in cui si svolgono le storie: la Puglia e la Basilicata delle coste e l'entroterra e la Sardegna che dal Sinis risale lungo il Marghine e poi Sassari. Mercoledì prossimo, alle 19 nella Libreria Azuni, Leonardo Palmisano presenterà “Tutto torna”, mentre Gavino Zucca arriverà mercoledì 18 luglio sempre alle 19 nella libreria per presentare “Il giallo di Montelepre”.

La trama del romanzo di Palmisano è molto intrigante. Maria, l’adorata nipotina del boss sdentino Nino De Guido, detto ’Zi Nino, è stata rapita. Un solo uomo può ritrovarla, uno a cui non è rimasto niente da perdere perché ha già perso tutto, un fantasma. Mazzacani è un bandito, un cane sciolto, uno che non si è mai affiliato alla Sacra Corona Unita, e per questo è stato punito. La sua banda è stata massacrata e lui è fuori dal giro. Sulle tracce della bambina, c'è anche un losco commissario che lo tiene in scacco e lo costringe a lavorare per lui come prezzo per la sua scomoda libertà. Ad affiancare Mazzacani nella sua ricerca, un membro della sua vecchia banda, il Gigante, e una giovane pm che nella storia vuole vederci chiaro. Durante la lunga ricerca, il bandito incrocia e scappa da pezzi interi della criminalità organizzata .

Non meno accattivante la storia narrata da Zucca in “Il giallo di Montelepre”, ambientata a Sassari nel 1961. È la settimana prima di Natale quando un barbone, Millomì, viene trovato morto nel centro storico. I sospetti ricadono subito su un altro mendicante, Barrasò, che ha fatto perdere le proprie tracce. Il movente sembra essere un ciondolo, che il sospettato è stato visto prendere dalle tasche della vittima. Un caso apparentemente molto semplice, che però non convince del tutto il tenente dei carabinieri Giorgio Roversi, bolognese doc trasferito in Sardegna per motivi disciplinari . Seguendo gli indizi seminati ovunque, e con l'aiuto di Luigi Gualandi, ex ufficiale veterinario dell'Arma, il tenente scoprirà che la verità va cercata più a fondo di quanto credesse. È possibile che Millomì avesse fatto tredici
al totocalcio? Cosa apre la chiave un tempo contenuta nel ciondolo rubato? C'è davvero un fantasma dietro tutto quello scompiglio? Il ritrovamento del cadavere di Barrasò non fa altro che complicare ulteriormente un caso che il tenente Roversi dovrà risolvere al più presto.



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