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Nel cielo della Gallura volano i B–25 Mitchell

Sollevi lo sguardo e torni indietro di 75 anni. Da qualche settimana nei cieli dell’isola accadono cose strane. I protagonisti sono loro: aerei della Seconda guerra mondiale che volano bassi sulle...

Sollevi lo sguardo e torni indietro di 75 anni. Da qualche settimana nei cieli dell’isola accadono cose strane. I protagonisti sono loro: aerei della Seconda guerra mondiale che volano bassi sulle case e sulle spiagge. Per i più anziani sono scene che evocano ricordi non proprio piacevoli, per gli appassionati di storia e aeronautica è uno spettacolo da immortalare con il telefonino. Sono gli aerei da guerra, americani e anche tedeschi, utilizzati da George Clooney per la sua serie tv «Catch–22», ambientata appunto durante il secondo conflitto mondiale. Volano soprattutto nei cieli di Olbia e della Gallura, dove si trova il set allestito nell’aeroporto dismesso di Venafiorita. Ma gli stessi aerei sono stati avvistati anche in Barbagia, nei cieli di Nuoro e Mamoiada, forse per un giro di ricognizione oppure per una serie di riprese in volo. La lista degli aerei di Clooney è lunga: due B–25 Mitchell, un DC3, tre Junkers Ju 52, un Beech 18, uno Stinson L5 e un Messersschmitt ME 108. Invece nella notte tra mercoledì e giovedì, a Venafiorita, è andato in scena un altro spettacolo di guerra: il bombardamento notturno dell’aeroporto. Gas e liquidi infiammabili che hanno funzionato come bombe sganciate dal cielo. Come se fosse tutto vero. E anche lo stesso set di Venafiorita, dove è stato ricreato un aeroporto militare, appare fedelissimo alla realtà. Forte di un budget di circa 30 milioni di euro, la produzione di «Catch–22» non ha trascurato alcun tipo di dettaglio. Sono stati ricreati accampamenti, una torre di controllo in ferro, latrine per i soldati, cucine di guerra. Un mega set che ha anche un’anima sarda. Per esempio le comparse, circa trecento, sono tutte isolane. Sono state selezionate a Olbia, in una tre giorni organizzata nel mese di aprile, tra un totale di quasi duemila persone arrivate da ogni angolo della Sardegna. E sono sardi anche numerosi addetti ai lavori all’interno del set, come operai, barbieri, costumisti, scenografi, guardie armate. Così come è sardo il menù del ristorante allestito a Venafiorita dal brand Mirtò, dove ogni giorno mangiano gli uomini e le donne della produzione e gli attori. Un ristorante con uno staff di trenta persone che punta molto sui piatti made in Sardegna soprattutto a base di pesce. (d.b.)