Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

Poker stellato ai fornelli per la cena di beneficenza al Forte Village di Pula

Gordon Ramsay, Carlo Cracco, Massimiliano Mascia e Giuseppe Mancino assieme per la prima volta. Dietro ai fornelli, per una tesi di laurea individuale e collettiva. Col filo che associa classe e...

Gordon Ramsay, Carlo Cracco, Massimiliano Mascia e Giuseppe Mancino assieme per la prima volta. Dietro ai fornelli, per una tesi di laurea individuale e collettiva. Col filo che associa classe e professionalità. A farla breve, se si parla di alta cucina è poker d’assi. Come se vi chiamassero a un calcetto sotto casa Messi, Cristiano Ronaldo, Neymar e Aguero. O Aru, Froome e Nibali vi invitassero a un giro in bici e De Niro, Nicholson e Al Pacino a parlare di cinema.

Star del risotto gomito a gomito, sullo stesso banco con tic e manie segreti. Maestri di caratura mondiale, da anni al Forte Village di Pula con ristoranti che portano i loro nomi: difficile poter prenotare. Un pool accomunato da una ventina di stelle Michelin. Ramsay ne ha avute una quindicina, Cracco tre, Mascia (accento sulla prima a) e Mancino ne hanno due a testa.

Presente, passato e futuro della cucina senza confini. Tre italiani e uno scozzese che cucinano, scrivono ricette, libri, saghe televisive. Martedì scorso, come vecchi amici, nel resort che da vent’anni stravince la classifica di migliore struttura alberghiera di lusso al mondo.

Hanno indossato il grembiule d’ordinanza (grigio Mancino, bianco Cracco e Mascia, Ramsay ne ha fatto a meno) e cucinato per una platea scelta e pronta a devolvere denari per una causa solidale: l’ospedale pediatrico londinese Great Ormond Street Hospital, ricerca, assistenza e cure per i bambini con pochi eguali. La cena di beneficenza è stata voluta da Gordon e dalla moglie Tana, attenti con la loro Fondazione a chi soffre, ha disagi e ostacoli. La Charity dinner ospitata dal Forte ha colto nel segno.

La terrazza in cristallo e legno con vista mozzafiato sul golfo e sui 25 ettari di giardini del resort, ha cullato un evento spaziale: numeri uno che sposano ricerca e tradizione, intuito e fantasia, qualità e sapori. Un quartetto a contatto di mestolo, suadente e ordinato. Per tre ore, con i vini Aneri e di Santadi e i brut Ferrari, il Forte ha gestito nozze inedite. Sorridenti, scherzosi, affabili: l’esatto contrario, per stare a Ramsay e Cracco, delle icone di cinismo e arroganza viste in tv nelle serie su aspiranti cuochi maltrattati al limite del delirio. Con Lorenzo Giannuzzi, ad del Forte e propugnatore di una filosofia enogastronomica che riserva ai clienti il top al mondo, ambasciatore di una sfida da cornice.

Tra aperitivo e cena, la cerimonia ha ricordato la consegna degli Oscar a Los Angeles: selfie, flash, pacche, battute. E ovazioni. Un centinaio di amanti, sardi e non solo, della cucina stellata hanno sostenuto il Great Ormond, gustato prelibatezze e dibattuto di besciamelle, raviolotti e crostacei con i big del settore.

Manicaretti da urlo, basati sui prodotti del territorio con la Sardegna in prima fila. Per capirci, il quartetto ha preparato tonno crudo, cetrioli, sedano, ricotta mustia e bottarga (Ramsay, piatto d’apertura), riso mantecato all’olio extra vergine con crema di piselli, spugnole e sugo d’arrosto (il primo, firmato da Mascia).

A seguire, il “Morone”: purea di zucchine, fiore di zucca farcito e melassa di peperone (magia di Cracco) e il Cremoso di pinoli, ovvero plumcake al rosmarino e rabarbaro condito (assolo di Mancino). Uno spuntino da fiaba.