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Giunchi in gara sullo stagno di Santa Giusta

Nella laguna la regata de is fassonis e dei cius, antiche imbarcazioni dei pescatori

SANTA GIUSTA. Passione moderna, storia antica: la fusione perfetta per uno spettacolo avvincente che, per quanto inventato abbastanza di recente, affonda le sue radici in un passato secolare. La laguna di Santa Giusta domani diventa il palcoscenico in cui si sfideranno le braccia possenti dei partecipanti alla regata de is fassonis e dei cius, le antiche imbarcazioni con cui i pescatori erano soliti andare in cerca di prede nelle sempre generose e placide acque dello stagno.

Trentanove anni fa, quando la tradizione sembrava ormai sopita e tenuta in vita dalle (poche) testimonianze storiche di un passato che ormai andava irrimediabilmente perdendosi di fronte all’utilizzo di nuovi materiali, il paese decise di riportare a galla quegli strani oggetti fatti di giunchi e canne per inventare una regata che ancora oggi richiama tantissime persone. In acqua si sfidano pescatori, ma anche chi pescatore non è più e ha voglia di far rivivere al paese e ai visitatori uno spezzone di vita passata. E se qualche anno fa, la festa e lo spettacolo si limitavano al solo giorno della sfida, ora Santa Giusta ha allungato i tempi del divertimento e dell’incontro con la tradizione ospitando una serie di appuntamenti collaterali. 

il clou sarà ovviamente oggi primo luglio quando il sole inizierà a calare sullo stagno e i rematori si sfideranno come in una vera gara per tagliare per primi il traguardo dopo alcune centinaia di metri di fatica e sudore. È però all’indietro, non solo verso la storia secolare della laguna di Santa Giusta ma anche a qualche settimana fa, che bisogna guardare se si vogliono ritrovare le radici di questa avventura nata forse per necessità. In assenza di alberi e quindi di legna, chi abitava l’insediamento doveva ingegnarsi per costruire qualcosa di sicuro e duraturo che lo conducesse nelle pescose acque.

È così che probabilmente nacquero quei fassonis che oggi solo pochi caparbi artigiani continuano a forgiare. È il caso di Marco Pili che col figlio Davide tramanda questa tradizione. Nel suo laboratorio, proprio di fronte a quei fassonis che si sfideranno domani, spiega come nascono: «A metà di giugno abbiamo tagliato i giunchi. Nella zona non sono più presenti, ma non è difficile trovarli in abbondanza lungo i corsi d’acqua dolce della Sardegna dell’interno». I segreti perché poi nasca un piccolo capolavoro sono vari. «Intanto non bisogna effettuare il taglio quando c’è la luna piena perché altrimenti non maturano – prosegue Marco Pili –. Il raccolto va poi fatto asciugare nella maniera corretta, va girato diverse volte al giorno per quattro giorni e non deve essere né troppo secco né troppo umido».

È solo allora che si inizia ad intrecciare il mazzo centrale, nucleo sul quale si innestano gli altri mazzi utilizzando anche un rinforzo di canne. Poi si passa alla curvatura, ai bordi e al taglio della punta, azione che gli dà quella forma caratteristica che Marco Pili riproduce anche nelle sue miniature: «I modellini più piccoli sono il souvenir più richiesto dai visitatori. Svolgo questa attività da oltre vent’anni, ma non sono l’unico. A Santa Giusta ci sono altri bravi artigiani, io comunque sogno di poterlo un giorno trasforma da hobby ad attività imprenditoriale. Ne faccio un migliaio all’anno e le mie creazioni sono sparse un po’ in tutto il mondo. Mi manca solo la luna». Intanto i bicipiti possenti sono pronti per la sfida ai suoi compaesani: alle 18 c’è la regata, preceduta dalla sfilata dei gruppi folk e da un’esibizione dei ragazzini prima di quietare l’appetito con la sagra del pesce arrostito e chiudere in bellezza col concerto dei Cordas et cannas.