oggi alle 21 

Il nuovo noir di Pasquale Ruju apre il festival Florinas in Giallo

FLORINAS. Dopo vent’anni a scrivere fumetti – ha firmato un numero incredibile di albi di Tex e Dylan Dog e non solo – nel 2016 si è scoperto anche romanziere. E da narratore abituato alla serialità...

FLORINAS. Dopo vent’anni a scrivere fumetti – ha firmato un numero incredibile di albi di Tex e Dylan Dog e non solo – nel 2016 si è scoperto anche romanziere. E da narratore abituato alla serialità non si è più fermato. Così tra una sceneggiatura e l’altra Pasquale Ruju in tre anni ha pubblicato altrettanti libri, sempre con Edizioni e/o. L’ultimo, appena uscito, si intitola “Stagione di cenere” e ha come protagonista il fotoreporter Franco Zanna che alla ricerca di scoop tra i vip della Costa Smeralda si imbatte nel terribile flagello degli incendi estivi in Sardegna. L’autore nuorese lo presenterà oggi a “Florinas in giallo” (alle 21 in Largo Brigata Sassari) nella serata inaugurale della nona edizione della manifestazione dedicata al noir e al mistero. E Ruju non sarà l’unico ospite. Con lui sul palco, per parlare del suo thriller “Io so chi sei” pubblicato da Piemme, ci sarà Paola Barbato, altra grande firma dei fumetti Bonelli diventata anche scrittrice di successo.

Ruju, cosa si porta dietro della lunga esperienza come sceneggiatore in questa nuova vita da romanziere?

«La sceneggiatura ti dà sicuramente molto mestiere. La struttura, il senso del ritmo, della sorpresa. Dei meccanismi per costruire una narrazione calibrata a tenere sempre viva l’attenzione del lettore. Insomma una lezione utile anche per la scrittura di un romanzo, soprattutto se di genere».

Com’è arrivato al noir?

«Sono un autore di genere. Nella mia carriera ho scritto storie western, di fantascienza, horror. Ma oggi mi appassiona soprattutto il noir. Per il tipo di personaggi, le sfumature dei caratteri, le situazioni di conflitto in un ambiente realistico».

Non a caso i suoi libri sono usciti per la collana SabotAge che pensa al noir come mezzo ideale di analisi della cronaca sociale.

«Esatto. Il progetto, ideato da Colomba Rossi e da Massimo Carlotto, ha come obiettivo quello di raccontare un certo tipo storie, di indagare e accendere l’attenzione su problemi della società italiana, la malavita. Così il mio personaggio magari affronta dei casi gialli, dove c’è un assassino da trovare, ma il racconto cerca di aprire anche uno spiraglio su certe problematiche».

In “Stagione di cenere” il tema di fondo è quello degli incendi, con tutti gli interessi che si muovono attorno a questo flagello che in Sardegna conosciamo bene.

«Un groviglio di interessi anche diversi, ma che si nutrono un po’ uno dell’altro. In Sardegna e non solo, anche nel resto del Mediterraneo e in altre parti d’Europa. Per non parlare degli Stati Uniti. Abbiamo visto spesso nei telegiornali immagini di grandi incendi in California. C’è un racket di un certo tipo. Non si tratta di piromani poveri disgraziati. A quei livelli ci sono capitali e teste che vogliono guadagnarci dei soldi».

Che lavoro di ricerca ha fatto in fase di preparazione?

«In realtà non c’è molto. Se ne parla poco, solo quando un incendio diventa un grave fatto di cronaca. Comunque ho letto diversi
articoli su quello che è successo in Sardegna. Dove la “cultura” degli incendi ha fatto un salto di qualità: una volta erano magari le vendette tra pastori che si bruciavano i terreni. Oggi dietro ci sono spesso vere organizzazioni criminali che hanno trovato il modo per guadagnarci».

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro