Una tradizione che si rinnova 

In centinaia a Santa Giusta per lo spettacolo antico della regata dei fassonis

Centinaia di persone a Santa Giusta hanno assistito entusiaste alla trentanovesima Regata de is Fassonis, una manifestazione che si ripete ogni estate riscuotendo un successo sempre maggiore. L’edizio...

Centinaia di persone a Santa Giusta hanno assistito entusiaste alla trentanovesima Regata de is Fassonis, una manifestazione che si ripete ogni estate riscuotendo un successo sempre maggiore. L’edizione di quest’anno è stata caratterizzata da importanti novità rispetto al passato. Infatti, la data è stata anticipata di un mese per evitare una sovrapposizione di eventi e per favorire la presenza di un maggior numero di spettatori. Un’edizione nella quale anche i più piccoli sono stati protagonisti, visto che anche i bambini hanno partecipato a una regata a loro dedicata, particolarmente apprezzata dal pubblico.

La Regata de is Fassonis ha antiche radici, tanto che alcuni studi fanno risalire il fassoni (l’antica imbarcazione fatta di erbe palustri, utilizzata in passato dai pescatori di Santa Giusta) al periodo nuragico. Una tradizione che, in occasione della Regata, si rinnova coinvolgendo un’intera comunità, che si ritrova a partecipare unita a un evento atteso per dodici mesi. La giornata di ieri è stata preceduta da settimane di incontri, mostre, rassegne enogastronomiche, esposizioni e escursioni in barca nella laguna. Si è dato vita a laboratori nei quali i bambini di Santa Giusta hanno imparato la costruzione e la conduzione dei fassonis, così da tramandare una tradizione che non si vuole far scomparire.

La trentanovesima edizione della Regata ha voluto unire natura, cultura, tradizioni popolari e costume, per offrire una visione d’insieme del centro lagunare, un ritorno al passato con uno slancio verso il futuro che voglia dire anche crescita economica e sviluppo turistico. E il pubblico ha apprezzato. Molti turisti hanno infatti approfittato della nuova area camper per fermarsi e raggiungere lo specchio d’acqua – lo stagno di Santa Giusta – nel quale si sono svolte le regate. Così quando, accompagnati da musica tradizionale e dalla sfilata dei gruppi folk di Arbus e Gonnosfanadiga, sono arrivati nel boschetto degli eucalipti i fassoneris (i regatanti), anche la brezza che fino a quel momento soffiava con decisione, ha cominciato a calare e il pubblico ha accolto in silenzio i protagonisti della Regata.

In seguito, i partecipanti alla regata hanno posto in acque le antiche imbarcazioni per dare il via alla prima gara, quella che prevede l’utilizzo del fassoni con i remi. Sotto un sole caldo i regatanti si sono dati battaglia e, a fine regata, i segni della fatica erano scolpiti nei loro volti. Dopo circa una mezzora di pausa, è stato il momento della seconda regata, quella con “su cantoni”, la lunga pertica ottenuta legando tra loro tre canne e che si poggia sul fondo dello stagno per spingere l’imbarcazione. I fassoneris stanno in piedi sul fassoni, con forza di braccia e maestria spingono l’imbarcazione di erba palustre e compiono un percorso predefinito nelle proprie corsie. Alla fine è festa per tutti, la giornata si chiude con la sagra del pesce arrosto e il concerto dei “Cordas et Cannas”.

La Regata de is Fassonis da appuntamento all’anno prossimo, con la certezza d’aver seminato bene per il futuro, in virtù del coinvolgimento attivo di molti giovani, che avranno il compito di non far morire una
tradizione che è l’anima di una comunità, quella di Santa Giusta, e che in un futuro prossimo vedrà protagoniste anche le ragazze nel ruolo di fassoneris. Il connubio cultura-natura è stato vincente e la Regata si ritaglia un posto importante tra gli appuntamenti dell’estate sarda.

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