Matrimoni 

Il sì di Irene Grandi nella chiesa di Narbolia

La canzone più bella della sua vita, Irene Grandi, l’ha scritta ieri sera, a Narbolia, nella chiesetta di San Pietro, dove ha sposato il suo Lorenzo. Alle 19 in punto, la cantautrice fiorentina,...

La canzone più bella della sua vita, Irene Grandi, l’ha scritta ieri sera, a Narbolia, nella chiesetta di San Pietro, dove ha sposato il suo Lorenzo. Alle 19 in punto, la cantautrice fiorentina, prima, con la voce rotta dall’emozione, ha cantato una struggente Hallelujah di Leonard Cohen, e poi ha pronunciato il fatidico sì a Lorenzo Doni, avvocato fiorentino e, per passione, istruttore di golf. Proprio questo sport ha portato per anni il neo sposo a insegnare sui campi del Golf club di Is Arenas e, successivamente, ha fatto conoscere alla coppia il paese di Narbolia, mille e settecento anime in provincia di Oristano, dove lo sposo e la sorella, Carolina, hanno acquistato due casette in centro storico. La cerimonia religiosa, in programma per le 17.30 e iniziata con un’ora di ritardo, è stata officiata da un frate cappuccino di Firenze, che ha accompagnato la coppia anche nel percorso prematrimoniale.

Il primo ad arrivare in chiesa, puntualissimo ed emozionato, è stato lo sposo, in un abito di lino panna. Dall’abitazione di via Petrarca, si è incamminato a piedi sino alla chiesetta di San Pietro, accompagnato in corteo dai due testimoni, parenti e amici. La sposa, come vuole la tradizione, si è preparata lontano dallo sposo, non a Narbolia, ma all’Is Arenas Resort, dove alloggiano anche altri invitati. Intorno alle 18.20, accompagnata dal padre, è scesa dalla macchina grigia che l’ha condotta sino di fronte alla chiesetta campestre. Raggiante, avvolta in un abito lungo beige di seta, con velo in tinta, e un bouquet di felci e rose bianche Irene è andata incontro al suo Lorenzo che l’aspettava nel piazzale tra gli applausi degli invitati e di molti cittadini narboliesi. Un amore nato in adolescenza – ha sottolineato il frate durante la funzione – rimasto chiuso in un cassetto del cuore per tanto tempo, e che, in un’età matura, Irene e Lorenzo hanno scelto con forza di consolidare, compiendo un gesto di coraggio e di amore. La funzione religiosa, che musicalmente ha visto protagonista anche Gianbattista Longu, giovane musicista oristanese, si è conclusa con una sorta di coro gospel collettivo, ritmato dal battito delle mani degli sposi e di invitati e curiosi. Una vera e propria festa dell’amore, non solo tra gli sposi e con gli invitati, ma anche da parte della comunità di Narbolia, dove Lorenzo è conosciuto e stimato e si è saputo, con il tempo, far voler bene. Tanto che alcune signore in costume, nonostante l’età e il caldo, non hanno voluto rinunciare al rito di attendere gli sposi nelle viuzze limitrofe alla chiesa con i piatti di grano e petali di rose, da lanciargli addosso in segno di buon auspicio. Intorno alle 20, dopo un brindisi benaugurale alla vernaccia nel piazzale della chiesa, gli sposi sono saliti una su una Citroen Mehari panna, direzione Mari Ermi, splendida spiaggia del Sinis, dove al chiosco “Sole e Mare” si è tenuto il banchetto nuziale per circa un centinaio di invitati.

Per il menù, tutto a base di pesce e con assaggi di formaggi locali, gli sposi si sono affidati ad una nota pescheria di Cabras con sede anche ad Oristano. Scampi, gamberi,

cozze, arselle, bottarga e molto altro hanno deliziato il palato dei due neosposini e dei tanti ospiti arrivati per l’occasione dalla Toscana e da molte parti della penisola. Davanti a un tramonto mozzafiato sul mare il brindisi e un party che è finito nel cuore della notte.
 

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