Ragazze Terribili, 30 anni tra musica indie e artisti controcorrente

Dai primi concerti organizzati a Sassari alla nascita del festival Abbabula

La ragazza attempata, “alternativa” inossidabile, chiede notizie dell’abbonamento al festival di Abbabula. Lo prenderà sulla fiducia, a prescindere dal programma «perché Abbabula è una garanzia». Subito dietro c’è quel chirurgo famoso che non si perde uno spettacolo teatrale: prenota due posti, per lui e per la moglie, per lo show di Beppe Grillo del 13 luglio, «vediamo con chi se la prende adesso che è al governo». Intanto le Ragazze Terribili, al lavoro nella loro sede di via Tempio, sono tutte impegnate al telefono: ci sono da ordinare i teli per proteggere la strumentazione sul palco, che siano a norma, c’è da consultarsi con il commercialista per una serie di voci di bilancio, da mettere a punto la logistica per gli artisti. Mancano pochi giorni all’inizio della rassegna, previsto per il 10 luglio, quindi fanno fatica a concentrarsi sul racconto della loro storia, sul significato della ventesima edizione del festival Abbabula e sui loro trent’anni a di organizzazione di eventi per cui sono straconosciute in tutta l’isola. Però si danno il cambio, ognuna a ricordare un aneddoto, a rievocare i momenti più belli. Escono vecchie foto dai cassetti, e sono tutte occasioni per riportare alla memoria storie quasi dimenticate. Come quella volta che dopo il fantastico concerto di Fabrizio De Andrè al palazzetto nel 1997 una di loro entrò nel camerino e lo trovò, da solo, intento a mangiare una fetta di fainè: «Genova e la Sardegna anche nel cibo preferito da Faber, un’immagine che mi aveva colpito», dice Barbara Vargiu, presidente della cooperativa. Oppure quando il “folle” Vinicio Capossela si infrattò con una fan a bordo di una Cinquecento tornando il giorno dopo tutto pesto. Ma anche il rapporto di amicizia con Aldo, Giovanni e Giacomo che, a differenza di tanti comici portati a Sassari nel corso degli anni dalle Terribili, fanno morire dal ridere pure a cena, mentre Daniele Luttazzi è malinconico e Sergio Cammariere stravagante al massimo, ma simpatico.

Avevano vent’anni Ida Vargiu, sorella di Barbara, Gabriella Sini e Rossana Polo quando «in un momento di follia», e dopo aver cantato a squarciagola con la musica nelle orecchie e nello stomaco nei concerti dal vivo decisero di organizzarli loro gli eventi, e portare gli artisti emergenti, fuori dal coro. Ma anche i protagonisti della satira scomoda come lo stesso Grillo («abbiamo lavorato con lui quando lo evitavano tutti, perché non dovremmo farlo ora?»), i fratelli Guzzanti e personaggi che da sempre fanno discutere come Marco Travaglio.

«Trent’anni fa abbiamo iniziato così. Col desiderio di guidare questa macchina delle emozioni. Quattro giovani donne con un sogno e tanta testardaggine. Così determinate da trasformare in marchio un nomignolo che descriveva lo stupore con cui si salutava l’ingresso di “ragazze terribili” in un ambiente gestito storicamente da soli uomini. Dopo aver organizzato centinaia di concerti, sappiamo di non poterci più definire ragazze, anche perché dal punto di vista anagrafico lo sono le nostre figlie, ma abbiamo la stessa passione e la stessa voglia di fare».

Ventidue anni fa, poi, l’idea di un progetto

tutto loro, il festival di Abbabula (per due volte la rassegna saltò), per dare spazio alla musica indipendente, ai nomi emergenti, magari di nicchia ma che secondo le Ragazze, esprimono il fermento culturale in atto. Anche quest’anno una scommessa che le Terribili sono determinate a vincere.

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