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Il premio Stintino a Greco, direttore del Museo egizio

Il rispetto e la cura di un patrimonio unico e la generosità intellettuale di volerlo condividere con l’umanità tutta: è ciò che viene riconosciuto al Museo egizio di Torino e al suo direttore,...

Il rispetto e la cura di un patrimonio unico e la generosità intellettuale di volerlo condividere con l’umanità tutta: è ciò che viene riconosciuto al Museo egizio di Torino e al suo direttore, Christian Greco, dal comitato del Premio Stintino per la divulgazione scientifica, che consegnerà il riconoscimento domani, sabato 7 luglio, al Museo della Tonnara. Il riconoscimento, giunto alla seconda edizione, va al Museo egizio e a Christian Greco «per la qualità dell’opera di divulgazione nel campo dell’archeologia dell’antico Egitto, per la capacità di rendere fruibile, nel rispetto del rigore scientifico, il percorso museale».

Domani alle 18.30 dopo i saluti delle autorità Christian Greco terrà la lectio magistralis dal titolo “Il contesto ritrovato: oggetti protagonisti al Museo Egizio”.

Già ospite del Mut nella stagione 2017, Christian Greco è direttore del Museo egizio di Torino dall’aprile del 2014. Greco, quarantadue anni, vanta un’eccellente formazione internazionale che gli ha permesso di essere scelto, fra tantissimi candidati, per la nomina di direttore del museo di Torino: il museo egizio più antico al mondo uno dei musei più visitati in Italia che possiede la più importante collezione di antichità egizie dopo il Museo del Cairo. Il giovane egittologo, è anche membro del comitato Tecnico-Scientifico per i Beni Archeologici del Mibact.

Gli incontri di Christian Greco iniziano oggi a Barumini al Centro di comunicazione e promozione del patrimonio culturale “Giovanni Lilliu”, alle 18 con un confronto con gli archeologi sardi. Tema dell’incontro i rapporti dei nuragici con le grandi civiltà del Mediterraneo orientale.

Organizzatrice dell’evento la Cooperativa Sardinia Experience promotrice del format Nuragica, allestito dal 15 giugno in una edizione speciale proprio nella moderna struttura della Fondazione Barumini Sistema Cultura. Ed è proprio nella sede dedicata a Giovanni Lilliu, l’archeologo che negli anni ’50 scavò e studiò Su Nuraxi di Barumini, patrimonio dell’umanità dal 1997, che oggi pomeriggio si terrà questo interessantissimo evento scientifico che si articolerà come un salotto, stile talk show moderato da Ivan Lucherini, presidente dell’Associazione nazionale archeologi della Sardegna. L’evento sarà arricchito, inoltre, dagli interventi di importanti studiosi sardi quali Michele Guirguis – docente di Archeologia fenicio – punica dell’Università di Sassari e le archeologhe Valentina Leonelli e Silvia Vidili specializzate nella protostoria della Sardegna ed Elisa Pompianu, direttrice degli scavi della necropoli punica di Villamar. Un’occasione importante di diffusione dei dati archeologici più recenti che consentono di ridisegnare e articolare la storia dell’isola in particolare evidenziando come i nuragici fossero attori protagonisti all’interno di un mondo, quello del mediterraneo antico, connesso da traffici commerciali, influenze e contaminazioni culturali.

I relatori illustreranno, infatti, il nuovo quadro che sta emergendo grazie alle ultime scoperte fatte nell’isola e tramite cui si tenterà di dare risposta alle tante domande rimaste ancora in sospeso tra i sardi, come quella sui nuragici e la navigazione. Erano loro a solcare il mediterraneo per entrare in contatto con le civiltà più conosciute o i contatti avvenivano quasi esclusivamente sull’isola?