A San Sperate due giorni con lo Zecchino d’oro

A San Sperate tutto è nato quasi per caso. Tanta passione, un coro promettente, curato da professioniste del canto, le candidature inoltrate all’Antoniano di Bologna, un pool di ragazzini pronti a...

A San Sperate tutto è nato quasi per caso. Tanta passione, un coro promettente, curato da professioniste del canto, le candidature inoltrate all’Antoniano di Bologna, un pool di ragazzini pronti a provarci di fronte alle telecamere. Poi, con l’exploit di Davide Schirru, nove anni di intraprendenza, finalista all’edizione 2017 dello Zecchino d’oro e rappresentante di un’isola che nel settore mostra talenti da non sottovalutare, ecco una storia che regala un sorriso. Il Piccolo coro di San Sperate il 14 e 15 luglio ospita i partecipanti alla bellissima del concorso canoro giovanile più seguito d’Italia. Nella finale della sessantesima edizione, tenutasi lo scorso dicembre, Davide ha cantato “Bumba e la zumba” con Matilde De Marco, dieci anni di Firenze. Il testo musicato da Bobby Solo e scritto da Alberto Zeppieri ha colto i favori della giuria e per il piccolo cantante (otto anni) di San Sperate è stato un gran gol. Adesso, il fascino per le canzoni che incanta mamme e nonne, fa un passo avanti proprio nella terra di Sciola. Il paese-museo ospita i finalisti in contemporanea con la 57esima edizione della Sagra delle pesche. L’associazione musicale ha invitato i ragazzini prodigio di fronte a spartito e microfono a una serata speciale. Accompagnati dal Piccolo coro, i babies mettono in scena e riproducono un evento unico, mai tenutosi in Sardegna. Ovviamente, per questioni di diritti e crediti, l’evento ha avuto il beneplacito dell’Antoniano. Ma non solo. Il board che sovrintende allo Zecchino d’oro ha dato il via libera anche su un altro fronte: San Sperate e il Piccolo coro presieduto da Gianna Caria, diventano riferimento regionale per le audizioni dei pretendenti alla sessantunesima edizione del festival canoro che unisce il Paese dalle Alpi alle isole. Una due giorni che unisce divertimento, esibizioni, confronto. Ma anche animazione e giochi curati dallo staff della rassegna bolognese e dagli organizzatori locali. Il tutto, con la cornice “Serata Zecchino d’oro”, in un contesto di sana aggregazione e ospitalità. «Domenica 15 luglio – spiega Alberto Schirru, Piccolo coro di San Sperate – i bambini sardi che hanno superato le selezioni preliminari (tre tappe a Sassari, una a Ottana e un’altra sempre a San Sperate, ndr) si esibiscono in piazza. I migliori passeranno alle selezioni nazionali che sono
in programma a Bologna». Insomma, nel Medio Campidano si fa sul serio. Con San Sperate che diventa piccola grande mecca del canto giovanile nel Mediterraneo. Un duplice e positivo colpo: per la crescita del movimento canoro sardo e per la visibilità del territorio. (mario frongia)

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