Banari si mette in posa per il Guinness dei primati

Una foto per non morire e soprattutto per non essere dimenticati. Ci sarà tutto il paese, in posa, il prossimo 4 agosto in piazza San Giacomo: l'immagine sarà piazzata sulla statale 131

Una foto per non morire e soprattutto per non essere dimenticati. Ci sarà tutto il paese, in posa, il prossimo 4 agosto in piazza San Giacomo. Tutti i 600 abitanti ai quali si aggiungeranno i banaresi della diaspora. Quelli che sono dovuti emigrare per andare a cercare lavoro nella penisola e all’estero.

La foto la realizzerà uno dei più bravi fotografi italiani, Marco Ceraglia, che da mesi sta lavorando per realizzare l’evento insieme all’amministrazione comunale del paese: dal set ai contatti con la redazione dei Guinness dei primati, fino alla ricerca di sponsor. Eh già. Perché al sindaco di Banari Antonio Carboni piace molto l’idea ma le casse comunali sono ridotte all’osso. In compenso gli abitanti del piccolo borgo del Meilogu aspettano l’evento con interesse e trepidazione. E da qualche giorno sfogliano il calendario che Marco Ceraglia ha distribuito nelle oltre trecento famiglie: meno 40 giorni, meno 39, meno 38. Ogni giorno staccano un foglietto, giusto per non perdere di vista la data del 4 agosto. E ciascun banarese parla con i vicini di casa e con i familiari e gli amici lontani: «Quando arrivate? Vi stiamo aspettando».

Sull’iniziativa verrà anche girato un docufilm e saranno realizzate una serie di iniziative collaterali. La foto gigantesca che ritrarrà tutti gli abitanti del paese verrà piazzata sulla statale 131. Un modo per dire, Banari non è solo un cartello stradale: ecco gli abitanti, venite a trovarci.

L’idea da qualche settimana circola sui social e tra chi con Banari ha da tempo un rapporto particolare. «Una bella idea questa della foto dei banaresi – dice l’ex rettore dell’università di Sassari, Attilio Mastino – che dimostra, da un lato l’urgenza del tema della sopravvivenza dei paesi dell’interno. Dall’altra esprime la volontà della popolazione di ribadire il diritto ad avere una storia, un passato e soprattutto un futuro. La simpatica protesta di Banari dimostra che la Regione non può continuamente stare a guardare; deve agire, trovare soluzione concreta ai problemi».

«Si mi piacerebbe essere in quella foto del 4 agosto – dice il giornalista e scrittore Tonino Oppes – per il forte legame che ho con Banari, uno dei paesi più belli della Sardegna: con quelle casette costruite in “pedra sambinosa”, una pietra rossa che sembra intrisa di sangue. E poi per la simpatia e l’ospitalità dei suoi abitanti».

«Mi piace poi l’idea – dice Oppes – che la foto gigantesca che ritrae
i banaresi campeggi sulla 131. Un bel progetto che in parte riprende un desiderio dello scultore Pinuccio Sciola, al quale sarebbe piaciuto vedere la principale arteria stradale della Sardegna arricchita di sculture e opere d’arte. Quello che ha fatto con Banari Giuseppe Carta».



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