Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

La nautica la metto in frigo

Da costruttore di imbarcazioni a Dubai ad artigiano di espositori refrigerati a forma di barca in Costa Smeralda. Alessandro Corvaglia, arzachenese di 46 anni, è l’unico in Sardegna a realizzare...

Da costruttore di imbarcazioni a Dubai ad artigiano di espositori refrigerati a forma di barca in Costa Smeralda. Alessandro Corvaglia, arzachenese di 46 anni, è l’unico in Sardegna a realizzare gioielli in vetroresina e acciaio, tutti realizzati a mano, molto richiesti dagli hotel a 5 stelle soprattutto nel nord est dell’isola, ma anche da Emirati arabi, Stati Uniti e diversi Paesi europei.

Nel Belpaese gli artisti di banchi frigo con questo design si contano sulle dita di una mano, quelli prodotti dall’azienda gallurese sono molto apprezzati: i clienti dei ristoranti amano mettersi in posa per scattare selfie. Ogni espositore è un pezzo unico. Uno dei tre modelli di punta, tutti su ruote con impianto di autosvuotamento e luci telecomandate al led, porta il nome della figlia Gloria. Come il “Daniela” è superaccessoriato, “Faris” invece è il modello base, ma ha comunque una vasca in cui tenere in fresco bottiglie di champagne. I banchi frigo vengono personalizzati con dettagli richiesti dalle strutture ricettive o dai proprietari di ville. Ma in cantiere c’è il progetto di realizzare anche vetrine refrigerate a forma di barca a vela. Perché ogni espositore è anche un complemento d’arredo. I banchi frigo vengono posizionati nelle hall degli hotel, nei giardini dei ristoranti o a bordo piscina. «Il design è un omaggio alla mia terra – dice Alessandro –, a tutti gli atleti degli sport legati al mare e al vento, portacolori della Sardegna e del tricolore nel mondo. E all’azienda di famiglia». La passione per la nautica l’ha ereditata da suo padre Luigi. Da bambino si intrufolava nel capannone per ammirare e cogliere i segreti del mestiere: dalla costruzione alla riparazione di imbarcazioni in vetroresina. Otto anni fa, Alessandro emigra a Dubai, viene chiamato da un imprenditore suo amico a insegnare la tecnica della costruzione di imbarcazioni, da progetti in 3D.

«Un’esperienza nuova per me – racconta –. In quel paese c’è una grande cultura legata al settore della nautica, per quasi quattro anni ho tramandato la mia arte con un progetto di nicchia riservato a pochi allievi. Però mi mancava la parte pratica, la manualità. Cioè plasmare scafi e assemblare materiali. Nel 2015 la felice intuizione: ampliare l’azienda familiare con un settore dedicato al design, con la creazione e il lancio di espositori per prodotti enogastronomici autorefrigeranti a forma di barca. Puntando su stile e originalità per arredare ambienti, ville, ristoranti e hotel, con un tocco raffinato. È un modo per tenere vivo il ricordo di mio padre, insieme allo staff del quale fanno parte anche le mie sorelle, Franca, Maria Rita, Giusi, Livia, Mariella e mia nipote Laura, con una full immersion nel mondo marino». Gli espositori autorefrigeranti sono finiti nelle vetrine internazionali dell’ospitalità.

«Alla fiera Host di Milano, nel padiglione della ristorazione, a rappresentare l’isola c’era solo la nostra azienda – racconta –. La partecipazione è stata un trampolino di lancio per la “Corvaglia creazioni”: abbiamo ricevuto richieste di preventivi da rivenditori e privati di Spagna, Francia, Inghilterra, Russia, Thailandia, Brasile, Cile, Stati Uniti, Canada, Perù, Grecia, Turchia. E dagli Emirati Arabi, da dove tutto ha avuto inizio. A fine ottobre – annuncia –, siamo stati invitati a Dubai alla seconda edizione dell’expo “Gulf Host”, per il Medio Oriente, l’Africa e l’Asia». Alessandro ha un altro sogno nel cassetto. «Le continue richieste ci stanno spingendo a creare una rete di marketing – spiega –. Sono in corso accordi con i distributori esteri ma puntiamo anche ad un altro obiettivo: il mio sogno è di aprire un laboratorio artigianale per insegnare e tramandare i segreti ricevuti da mio padre».