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Grillo mattatore: «Voi sardi siete litigiosi, ma qui sono a casa»

"Insomnia", lo spettacolo a Sassari. C’è un momento, tra una risata e l’altra, in cui ti sale un po’ d’ansia. È quando Beppe Grillo scende dal palco e si avvicina alla platea

C’è un momento, tra una risata e l’altra, in cui ti sale un po’ d’ansia. È quando Beppe Grillo scende dal palco e si avvicina alla platea. Cerca una spalla per far ridere gli altri, e potresti essere tu. Ieri, nello spettacolo “Insomnia”, andato in scena nell’Arena di piazzale Segni, il comico genovese ha “puntato” un signore sovrappeso e gli ha detto. «Ma lo sai quanto ci costi con questo colesterolo che sale e scende? È che i sardi sono strani. In Sardegna neanche la mafia riesce ad attecchire perché tre sardi mafiosi litigherebbero subito fra loro, e si ammazzerebbero a vicenda». E i riferimenti all’isola e al carattere del suo popolo, sempre comunque affettuosi, sono stati tantissimi in uno spettacolo che ha riportato Beppe Grillo a Sassari dopo sette anni in un momento particolare della sua storia umana e professionale: dimissionario da sei mesi, dall’incarico di presidente del Movimento Cinque Stelle che lui stesso aveva fondato nel 2009 e di nuovo in pista come uomo di spettacolo a tutto tondo. Oggi sarà a Cagliari, all’Arena della Fiera.

L’ingresso sul palcoscenico allestito dall’organizzazione delle Ragazze Terribili, davanti a 800 persone che non volevano perdersi le sue incursioni, il mattatore della risata l’ha dedicato al sindaco di Sassari Nicola Sanna (che non era presente) chiedendo se poi si era dimesso oppure no. «Questi del Pd – ha detto –, non riescono neppure a dimettersi». E non è stata l’unica mazzata contro il partito di Renzi (che ha chiamato l’ebetino, senza mai nominarlo). Ha chiesto notizie dell’indipendentista Gavino Sale, con cui aveva fatto un “viaggio” fra i problemi della Sardegna ai tempi del suo attivismo più sfrenato: «È scomparso nel nulla, ma non è che si è iscritto al Pd?».

E poi ha trascinato il pubblico in riflessioni sui grandi temi del lavoro, dell’ambiente e degli stili di vita: «In Italia siamo tutti vecchi, nel 2025 ci saranno più settantenni che ventenni, non vogliamo morire. E il fatto di non morire ci porta a fare una vita precaria. Io ad esempio vorrei che mi venisse l’Alzheimer perché dopo che sei stato tutta la vita sposato con una rompico... quella viene ancora una volta a rimproverarti per qualcosa tu le dici «Scusi ma lei chi è?». Ed ecco che da lì ai costi enormi del sistema sanitario il passo è breve. E anche il ritorno alla Sardegna e al suo strano carattere. In quest’isola c’è un’incidenza del diabete che è la più alta in Europa, ebbene a Olbia stanno realizzando un ospedale superspecializzato e gli emiri, che sono coinvolti nell’operazione, hanno deciso di chiamare il massimo esperto a livello internazionale di questa patologia e investire 40-50 milioni di euro all’anno. Ma i tempiesi, che sono rivali degli olbiesi hanno detto “E no, ferma tutto, qui c’è sotto qualcosa”». Il tutto con un forte accento sardo che ha fatto molto divertire gli spettatori fra i quali molti esponenti del M5S in Comune e anche il sindaco di Porto Torres Sean Weeher.

Ma il comico genovese ha anche improntato lo spettacolo Insomnia («è l’insonnia, di cui ho sempre sofferto, che mi ha portato a riflettere per notti intere su tante questioni, a girare per la mia città incontrando barboni-poeti e tante persone che mi hanno lasciato il segno») al racconto autobiografico partendo da quando era bambino («la sera uscivo con Donato Bilancia, poi diventato serial killer, che era un mio vicino di casa, ma secondo voi oggi posso avere paura di qualcosa?»), al padre («mi ha passato il tic dell’onestà») arrivando a parlare dei propri figli («ne ho sei e di solito non mi rivolgono la parola, mi prendono per i fondelli ma da quando gli ho detto che ora ai miei spettacoli non viene più tanta gente e che bisogna abbassare il tenore di vita mi chiamano tutte le sere per chiedermi come va e se il teatro è pieno oppure no») e del futuro dei giovani: «Dobbiamo metterci da parte e cercare di capire che il mondo dei nostri figli non avrà più niente a che fare con il nostro e coni nostri sistemi vecchi e fuori dal tempo. E allora si deve pensare in termini globali, è necessario puntare sulla creatività e sull’istruzione perché soltanto la conoscenza può portarci fuori da questa empasse». Infine ancora risate e ancora Sardegna: «Mi dicono ma tu c’hai la casa in Costa Smeralda... E io rispondo alloggio prego alloggio. Novanta metri quadri che ho comprato nel 1982».

Nessun accenno, se non qualche riferimento alla gastrite “rimediata” durante l’attività politica, al Movimento Cinque Stelle, che Beppe Grillo aveva fondato nel 2009 assieme a Gianroberto Casaleggio. E dal quale si è dimesso (come presidente) a dicembre del 2017, a pochi mesi dalle elezioni del 2018 che consentiranno alla sua creatura di fare il botto e conquistare Palazzo Chigi. Grillo è rimasto ai vertici del Movimento ma come garante. Sembrano dunque lontanissimi i tempi in cui cominciava a inserire nei suoi spettacoli dure invettive nei confronti dei grandi burattinai del sistema bancario oppure prefigurava scenari spaventosi riguardo all’ambiente o ad altri grandi temi. Ieri, dopo due ore di spettacolo, Grillo si è lasciato circondare da ammiratori e militanti Cinque Stelle per i selfie di rito.