A Nora le Làntias di Elena Ledda

La folksinger campidanese protagonista domani al festival “La notte dei poeti”

NORA. Un album capolavoro fatto di dodici brani, tra originali e tradizionali riletti, che spazianodalla Sardegna al mondo affrontando argomenti talvolta molto duri e dolorosi, ma sempre intrisi di speranza. La folksinger campidanese Elena Ledda presenterà per in prima assoluta il suo disco “Làntias” domani sera alle 20 al teatro romano di Nora, vicino a Cagliari, per la quinta serata del festival “La notte dei poeti”, giunto ormai all’edizione numero trentasei. Si tratta di uno degli appuntamenti più attesi del cartellone, anche perché il disco – uscito pochi mesi fa, ma finora mai eseguito dal vivo – nel frattempo ha fatto incetta di premi e consensi della critica. Si pensi al primo posto del Premio nazionale Città di Loano per la musica tradizionale italiana (in giuria 60 giornalisti specializzati), ma anche al Premio Mario Cerco e al fatto che è entrato nella cinquina dello storico Premio Tenco.

Un riconoscimento anche per l’etichetta cagliaritana S’Ardmusic, avventura musicale prima immaginata e poi attuata da Michele Palmas, ormai abituata a racimolare successi. «S’ardmusic non sbaglia un colpo - ammette Elena Ledda – e sono particolarmente felice di battezzare il live di “Làntias” in un luogo magico come Nora e per una rassegna così prestigiosa.

Con Elena Ledda sul palco ci saranno quasi tutti i musicisti che hanno inciso il disco in studio: Silvano Lobina, chenell’album suona il basso e ha curato anche gli arrangiamenti, Mauro Palmas (mandola e mandoloncello), Marcello Peghin (chitarre) e Andrea Ruggeri (batteria e percussioni. Inoltre, come special guest è prevista la partecipazione del clarinettista Gabriele Mirabassi. «È bello che anche lui sia con noi in questa occasione», commenta Elena Ledda.

“Làntias” è davvero un gioiello sia dal punto di vista dei testi (tutti in sardo tranne uno, composti da Maria Gabriela Ledda) sia dal punto di vista musicale. Lo si capisce sin dalla prima traccia, che guarda caso s’intitola proprio Nora, come la località che ospiterà questa prima assoluta e che racconta di una bella donna che si affaccia alla finestra in un giorno di festa. Ma tra i brani più toccanti dell’opera c’è “De Arrubiu” , ma anche la filastrocca “Ca sa terra est tunda”, «che racchiude
una riflessione profonda sulla consapevolezza del passaggio dell’uomo sulla terra», e ancora “Beni”, «ispirato al canto delle donne che lavoravano il torrone a Tonara, e che viene eseguito in una fase precisa della lavorazione perché ha un ritmo particolare». (andrea massidda)

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